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Il caso

I soldi dei malati sono prigionieri

Non ancora pagati i contributi per il quarto trimestre 2017 a chi assiste un familiare a casa. La protesta dei parenti: “In municipio non ci dicono nulla. Ma di quei soldi abbiamo bisogno”.

I soldi dei malati sono prigionieri

Ci risiamo. Ancora una volta, l’arrivo della primavera porta con sé grattacapi e preoccupazioni (di natura economica) per le famiglie che decidono di assistere a casa propria un familiare malato. Un problema che riguarda direttamente circa cento famiglie rodigine.

E che ad ogni inizio dell’anno si scontrano contro il muro di gomma della burocrazia comunale. Che tiene ingessati per mesi i fondi destinati all’assistenza, invischiati nelle pieghe dell’avanzo di bilancio, che non può essere sbloccato prima del voto del consiglio comunale. Per il quale, però, non c’è ancora una data.

A sollevare il problema è un rodigino che, per anni, ha assistito a casa la madre, malata di Alzheimer. La signora, purtroppo, è venuta a mancare nel febbraio scorso. Ma ha diritto - o meglio, ce l’hanno i suoi familiari - all’assegno relativo all’ultimo trimestre dell’anno scorso, che risulta però ancora bloccato.

“La cosa che fa più male - spiega il familiare della donna - è che dagli uffici comunali non riceviamo informazioni chiare sul perché questi soldi devono ancora arrivare e soprattutto sulla tempistica che sarà necessaria per vedere gli accrediti. I dipendenti del comune potrebbero pure essere più gentili, invece registro che a volte siano un po’ scostanti nei confronti di chi si presenta allo sportello per fare domande...”.

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