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Licenziamenti fra i lavoratori Cna sipario chiuso e lettere in arrivo

Il direttore: entro l’estate il piano strategico. Ma l’economia è in difficoltà

Licenziamenti fra i lavoratori Cna sipario chiuso e lettere in arrivo

Sipario chiuso sul caso Cna e sui licenziamenti stabiliti dall’associazione di categorie di Rovigo. Il taglio di 13 posti di lavoro è già in itinere in base alla procedura attivata nel quadro del licenziamento collettivo. Una sforbiciata che ora non ha più ostacoli dopo l’accordo siglato nei giorni scorsi negli uffici della Regione e che sta per diventare operativa.

Nei prossimi giorni i sindacati riuniranno nuovamente i lavoratori in assemblea per fare il punto della situazione, definire i prossimi passaggi compresi i criteri per l’individuazione dei lavoratori che saranno licenziati. 13 dipendenti che riceveranno un incentivo all’esodo, cioè una compensazione economica, a fronte della perdita del posto di lavoro.

I vertici della Cna, intanto provano a guardare avanti.Entro l’estate - spiega il direttore Sandro Monini - il piano strategico per il rilancio dell’associazione sarà definito”. Un piano i cui contorni non son ancora stati resi pubblici, “ma che si basa - continua Monini - sulla importanza che il settore dell’artigianato in Polesine riveste e continuerà a rivestire. Per quel che riguarda l’accordo firmato a Venezia l’associazione si è impegnata ad attivarsi nel quadro delle risorse per la formazione e il ricollocamento dei lavoratori”.

Saranno 13 i lavoratori licenziati, un numero che si è ridotto rispetto alla proposta iniziale, ma che resta comunque un brutto colpo per il sistema occupazionale polesano. “Purtroppo - continua Monini - l’economia della provincia di Rovigo è ancora in difficoltà, lo dicono anche i dati recenti sulla mortalità delle imprese. Numeri con i quali fare i conti e sui quali lavorare per riportarli ad avere il segno positivo”.

Ma la Cna, come più volte hanno evidenziato Cisl e Cgil, non perderà solo i 13 posti di lavoro tagliati con la procedura collettiva. Quelli destinati a sparire, e in parte già evaporati, sono una decina in più in quanto il ridimensionamento della sede e dei suoi dipendenti era già iniziato con procedure meno traumatiche (prepensionamenti e uscite volontarie).

Sindacati e lavoratori nelle scorse settimane avevano anche attuato una manifestazione di protesta, con sciopero e sit-in, per scongiurare i licenziamenti. Cosa che però, alla fine, hanno dovuto accettare.

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