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Il caso

Scaricabarile sulle strisce pedonali

Per i lavori pubblici la competenza è della polizia locale, che però non ha le professionalità

Scaricabarile sulle strisce pedonali

Le strisce della discordia. Tocca a te; no è compito tuo. E intanto l’attraversamento pedonale in viale Tre Martiri rimane abbandonato a se stesso. Con tutti i problemi di sicurezza segnalati solo pochi giorni fa dall’associazione Amici della bici.

Lo scaricabarile avviene a livello di uffici comunali. Un rimpallo fra dirigenti, e assessori, della macchina amministrativa che di fatto paralizza un aspetto basilare di qualunque città: la sicurezza delle proprie strade. La disputa di competenze è stata affrontata giorni fa anche in un vertice fra dirigenti e settori amministrativi di palazzo Nodari, senza che però si sia raggiunto un punto fermo. E senza che il segretario generale, al vertice della piramide dirigenziale, sia sceso in campo per dirimere la questione.

Secondo l’area lavori pubblici la competenza sulle strisce pedonali, e quindi il loro rifacimento, spetta al settore mobilità e polizia locale. Secondo i vertici di quest’area amministrativa, invece, rifare le strisce è compito dei lavori pubblici. Anche perché, sottolinea qualcuno, per intervenire su un attraversamento pedonale occorre comunque allestire un cantiere di opere pubbliche. Cosa che comporta la presenza, e la firma, di un direttore lavori, un responsabile della sicurezza, e via dicendo. Figure tecniche, insomma, non presenti all’interno dell’organico dei vigili urbani. Come può quindi il settore mobilità e polizia locale seguire dall’inizio alla fine il rifacimento di un attraversamento pedonale? Una tesi che pare sostenuta da alcuni dirigenti di palazzo Nodari, che avrebbero anche spiegato che portare avanti un simile atteggiamento avrebbe comportato l’incorrere in “errori” amministrativi. Certo queste figure tecniche potrebbero essere recuperate attraverso consulenze ed incarichi esterni. Con conseguente aumento dei costi. E davvero una città capoluogo può restare paralizzata, per rifare delle semplici strisce pedonali, per un conflitto di competenze difficile da spiegare alla cittadinanza?

Tutto è divampato quando nei giorni scorsi l’associazione Amici della bici ha portato in primo piano la situazione di viale Tre Martiri, la strada che porta verso l’ospedale di Rovigo, e sulla quale si affaccia la sede della questura, è molto trafficata sia da auto che da biciclette, vista anche la vicinanza di impianti sportivi. L’associazione però ha puntato sulle condizioni delle strisce pedonali che permettono l’attraversamento della via, un “passaggio” reso poco sicuro dalla tinta quasi del tutto scomparsa delle strisce, oltre che da altre criticità del percorso protetto. Condizioni di scarsa sicurezza, dunque, come dimostrato anche dai recenti incidenti avvenuti proprio in viale Tre Martiri. Da qui l’appello all’amministrazione comunale per intervenire e mettere in sicurezza l’attraversamento.

Il dirigente dei lavori pubblici, però ha spiegato che si tratta di competenza della Mobilità, che dopo aver provato ad attivarsi ha dovuto constatare che in realtà si tratta di lavori pubblici, con tanto di professionalità tecniche. Non certo materie dei vigili urbani. E allora? Allora lo scaricabarile non si ferma, il segretario generale non prende posizione e le strisce pedonali rimangono modello fantasma. E chi deve attraversare a piedi o in bicicletta? Meglio si armi di santa pazienza per fare massima attenzione.

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