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Polizia locale

Vigili urbani costretti a scavalcare

In più occasioni il comando del cancello si era bloccato. E gli agenti hanno dovuto arrampicarsi

Vigili urbani costretti a scavalcare

Qualche settimana fa i vigili urbani di Rovigo sono stati costretti a scavalcare il cancello della loro sede. Non potevano rientrare al comando a causa del cattivo funzionamento del comando a distanza dello stesso portone. E così gli agenti della polizia locale di Rovigo sono stati costretti a trasformarsi in acrobati, e scavalcare il cancello per poi aprirlo manualmente. Una situazione assurda, quasi comica se non fosse l’ennesima dimostrazione delle condizioni sempre più disastrose della sede di viale Oroboni. Senza contare che nello scavalcare il portone gli agenti avrebbero anche potuto farsi male. Una condizione non solo da vergogna, quindi, ma anche capace di minare la sicurezza del posto di lavoro.

Che la casa dei vigili urbani di Rovigo sia al limite della decenza è storia vecchia e risaputa. Eppure si arricchisce sempre di nuovi capitoli. Oltre al cancello mal funzionante, che con il gelo si bloccava (per fortuna ora con le temperature che si sono alzate la disfunzione non c’è più) ci sono anche altre assurdità costanti nel tempo. Ad esempio le zone della sede perennemente invase dai topo. Non sono state poche le segnalazioni di aree del cortile interno che hanno dovuto fare ricorso alla disinfestazione per allontanare i roditori, che da tempo proliferano e si moltiplicano nella vicina area ex Gabar.

E poi l’amianto, in molti punti della copertura dell’edificio di viale Oroboni sono ancora ben visibili rivestimenti in amianto, che sono in parte sono stati coperti con man di vernice compattante. In altri punti, invece, il rischio di uno sbriciolamento del materiale potenzialmente tossico non può dirsi del tutto escluso.

Ma le cose che non vanno sono anche tante altre, come l’assenza di locali di sicurezza con telecamere a circuito interno, oppure uffici spesso non idonei, per temperatura, igiene, e operatività a consentire agli agenti di lavorare nel migliore dei modi. Mancano pure ambienti che potrebbero fungere da armeria nel caso si decidesse di dotare gli agenti di armi da fuoco. A breve però dovrebbero arrivare i cosiddetti distanziatori, manganelli telescopici per garantire sicurezza e protezione agli stessi agenti di polizia locale. E poi il personale, fermo a 35 unità, e senza alcun incremento, per l’anno in corso, nonostante la pianta organizza di palazzo Nodari possa prevedere poco meno di una decina di assunzioni.

Insomma per i vigili urbani di Rovigo le condizioni di lavoro continuano ad essere al limite della tollerabilità. da anni si parla di una nuova sede. Lo stesso sindaco massimo Bergamin in più occasioni l’ha definita una priorità. Una speranza potrebbe arrivare dal bando periferie, prevede che nella riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena una parte si destinata ad uffici e sede per la polizia locale. In precedenza si era parlato anche dell’ultimo piano di Casa Serena per assolvere a questa funzione. Ma intanto fra i vigili urbani di Rovigo il motto che va per la maggiore è “aspetta e spera”.

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