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“Rovigo? Non è una città per giovani”

I ragazzi lamentano la mancanza di iniziative musicali e centri di aggregazione

“Rovigo? Non è una città per giovani”

C’è chi alza le spalle, chi scuote la testa, chi è arrabbiato e chi rassegnato. Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa pensano della città in cui vivono, e la risposta è stata sempre la stessa: “Rovigo non è una città per giovani”. Dopo le strette sugli aperitivi del giovedì sera in centro, e le polemiche sui papiri affissi dai laureandi che sembrano “dare fastidio”, tanto da essere argomento di discussione anche in consiglio comunale, abbiamo dato parola ai protagonisti: le nuove generazioni.

Tastando il polso della gioventù rodigina una cosa appare chiara, tutti non sono soddisfatti di cosa offre la città. O meglio, puntano il dito contro tutte le decisioni che portano a cercare in altre città divertimento la sera, parchi attrezzati dove passare giornate al sole o campetti da basket con canestri decenti. La maggior parte degli intervistati erano radunati alla Rotonda, o a passeggio in piazza Vittorio Emanuele: “Cosa dobbiamo fare il sabato pomeriggio? Stiamo su un muretto o davanti a un bar perché non c’è altro”, hanno affermato.

Il primo a parlare dei troppi dinieghi è Marco Faccioli: “Troppe restrizioni allontanano i giovani dalla città – racconta -. E’ vero che Bologna o Padova, ad esempio, sono più grandi ma anche lì c’è un centro, e la gente non si lamenta sempre. Anzi, c’è sempre qualcosa. Qui?”. Più incisivo Edward Hormuz: “Rovigo è solo una città per anziani - commenta -. Non c’è niente di niente per noi ragazzi. La polemica sui papiri dei laureandi è sterile, possono metterli dove vogliono non è questo il problema della città”. Così Enrico Bego: “E’ una città monotona. Se c’è qualche evento che mi attira vado, ma sono sempre più rari. Credo che organizzare qualcosa che possa coinvolgere tutte le varie fasce d’età sarebbe bello”.

Più miti Matilde Casula e Mikolaj Tarasek: “Crediamo che questa sia una città a metà, nel senso che del movimento si crea solo il venerdì e il sabato. Gli altri giorni non c’è nulla. Qualcosa per renderla sempre viva potrebbe esser fatto. Se la gente esce nel fine settimana potrebbe farlo anche gli altri giorni se ci fosse qualcosa di stimolante”. Per Samuele Fortuna, invece, “ci sono pochi posti in cui andare”, e sono “pochi gli eventi”.

Ed entrando nel merito spiega: “Sono stati organizzate belle manifestazioni in passato, alle quali sono andato e c’era tanta gente, ma non sono stare ripetute. Mi chiedo ancora il perché. Musica e sport attirano sempre”. Per Riccardo Zappaterra sarebbe bello “se fosse realizzato uno skatepark, se i campetti delle scuole fossero utilizzabili e se i campetti di basket fossero sistemati”, e si chiede: “Se non ci sono punti di aggregazione come si può pensare di vivacizzare una città?”. I ragazzi non hanno avuto peli sulla lingua. Anzi, sperano che “almeno questa estate ci sia qualcosa di bello in programma...”.

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