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Il caso

Sono 60 i no vax in tutto il Polesine

A causa di un problema sul software l’Ulss è in ritardo con la comunicazioni delle liste alle scuole

Sono 60 i no vax in tutto il Polesine

Sono circa sessanta i bambini figli dei no vax tra Rovigo e provincia.Alunni ancora non vaccinati che rischiano di non essere più ammessi a scuola se iscritti all’asilo o alla materna, o che i genitori paghino una sanzione tra i 100 e i 500 euro all’anno se frequentanti le scuole dell’obbligo. Ieri, 30 aprile, era fissato il termine ultimo per le comunicazioni tra Ulss e scuole sulle liste dei bambini, caso per caso, che si sono sottoposti, o meno, ai vaccini previsti dalla legge. Ma c’è un ma.

Se in tutto il Polesine la maggior parte delle famiglie ha risposto all’appello, ci sono ancora 60 irriducibili.E a causa di un problema tecnico sul software dell’Ulss c’è stato un ritardo nella comunicazione delle liste . Ma l’azienda sanitaria è già corsa ai i ripari, dichiarando di “aver già provveduto a risolvere il problema in tempi brevi”.

Le famiglie di tutti i bambini che frequentano le scuole però, hanno ricevuto una lettera con le date dei vaccini mesi fa, con tanto di raccomandata, e tra chi provvederà nelle prossime settimane perché non era ancora convinto, e chi aveva impegni e ha dovuto rimandare , i numeri sui no vax sembrano essere ormai certi.

“Le famiglie no vax che hanno espresso sia in forma verbale che scritta la loro posizione sono circa una sessantina in tutta la provincia di Rovigo - spiega il direttore Ulss Antonio Compostella - dobbiamo vedere anche nei prossimi mesi, alla fine, quanti si presenteranno o evaderanno l’invito alla vaccinazione, ma questi numeri potrebbero aumentare solo di qualche unità rispetto ai dati che abbiamo. Nel complesso la provincia di Rovigo è stata quella che ha avuto minor problemi in termini di no vax. Tra la campagna d’informazione messa in atto, il notevole sforzo per il potenziamento degli ambulatori dedicati ai vaccini e l’ottima collaborazione con la scuola abbiamo raggiunti buoni risultati.

C’è stato solo questo problema tecnico dovuto da noi - incalza - che stiamo risolvendo, ed è stato preparato già un piano per adempiere in tempi brevi, tanto che la settimana scorsa abbiamo avuto anche un incontro con la scuola”.

I vaccini obbligatori sono sei. Adempimenti fondamentali visto che per i servizi educativi all'infanzia e per le scuole dell'infanzia (0-6 anni) la presentazione della documentazione rappresenta un requisito fondamentale per l'accesso nelle strutture. Al contrario, per gli altri gradi di istruzione, la mancata presentazione della documentazione non comporterà né il divieto di ingresso negli istituti scolastici né la partecipazione agli esami. Ma, nel caso non vengano rispettati gli obblighi nei termini stabiliti, dall’azienda sanitaria verrà attivato un percorso di recupero delle vaccinazioni.

Con il rischio, in caso di ulteriore inadempienza, di incorrere in sanzioni amministrative.Ultime chiamate ai vaccini quindi, prima che le scuole inizino a prendere “i provvedimenti” in materia previsti dalla legge.

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