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Il caso

Outlet, ma quale rilancio: è sempre più una cattedrale nel deserto

Una commessa: “A volte vediamo solo 5 clienti al giorno”. Ed hanno chiuso pure i due bar...

Outlet, una cattedrale nel deserto

Il DeltaPo family destination outlet di Occhiobello sempre più una cattedrale nel deserto. Non sembra aver sortito grosse novità il cambio al vertice dell’Outlet polesano avvenuto nei mesi scorsi quando, nei primi giorni di marzo, è stato presentato il nuovo amministratore unico del DeltaPo Outlet, Gianluca Galli, che ha sostituito il predecessore Gianluca Contini che aveva rassegnato le dimissioni.

La struttura, che ha avuto una partenza ben al di sotto delle aspettative annunciate e che si è trascinata in questi mesi con alcune problematiche che l’hanno portata a vedersi notificare ingiunzioni di pagamento da più di un fornitore, sembrava essere ad una svolta. Ma ad oggi rimangono 13 le attività commerciali presenti nella struttura.

Galli, classe 1969 è laureato in architettura, anche se poi ha proseguito la sua carriera occupandosi di consulenza e sviluppo per aziende di moda italiane e straniere, con una precisa e profonda conoscenza delle problematiche legate al settore. Da oltre un anno, Galli si è occupato, proprio per DeltaPo Outlet della direzione leasing. In occasione della conferenza stampa durante la quale è stata annunciata la sua nomina, il nuovo amministratore aveva fatto sapere che il lavoro di rilancio della struttura sarebbe stato visibile dopo un paio di mesi, anche in funzione del fatto che sarebbero state a buon punto le trattative per l’arrivo di una partnership con operatori del settore consolidati sul mercato internazionale.

Ad oggi però nessuna nuova apertura è stata attivata e l'ampio parcheggio a disposizione dei clienti continua ad essere praticamente vuoto.

“Facciamo giornate nelle quali non sono più di 5 i clienti che vengono a trovarci - racconta la commessa di un negozio di abbigliamento che preferisce mantenere l’anonimato - non so quanto possano guadagnarci i miei titolari, ma ho l’impressione che se non cambiano le cose dovrò cercarmi presto un altro lavoro”.

Non molto diversa la testimonianza di un’altra commessa di un negozio di articoli per la casa che rimane comunque speranzosa e auspica che le promesse della nuova gestione vengano mantenute. “Non possiamo dire che non lavoriamo - spiega - ma le cose dovrebbero andare molto meglio vista la posizione del negozio e l’investimento fatto. Ci era stato detto che entro giugno avrebbero aperto una trentina di attività. Anche se si vedono imprenditori che vengono a visitare le strutture, ad oggi nessuna apertura, anzi, all’inizio dell’anno hanno chiuso anche gli unici due bar presenti”.

“Nuove aperture ci saranno in tempi relativamente brevi - annunciava Galli il giorno della sua nomina - Abbiamo già un pacchetto di aziende pronte ad investire e contiamo in numero consistente già prima dell’estate e in un altro blocco entro fine anno, per arrivare entro Natale ad avere occupato dal 60 all’80% dello spazio disponibile”. Facendo i conti dovrebbero essere una trentina le nuove aperture che dovrebbero essere inaugurate già nei prossimi giorni, anche se niente lascia presagire questo miracolo. Un rilancio ambizioso, richiesto più volte anche dall’amministrazione comunale di Occhiobello, che sembra proprio non arrivare anche se, la speranza è sempre l'ultima a morire. Prima dell’outlet s'intende.

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