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Il caso

Casa di riposo, psicofarmaci in cucina

Scarsa pulizia, cateteri alla rinfusa e lacune gravi sull’uso dei medicinali. Ma proprio nessuno sapeva?

Casa di riposo, psicofarmaci in cucina

Psicofarmaci (benzodiazepine) lasciati negli armadietti della cucina e dunque a portata di mano anche del personale non infermieristico così come i lassativi; e nessuna segnalazione dell’avvenuta somministrazione dei farmaci agli anziani. Ma anche difficoltà nel reperimento di alcuni farmaci...

C’è solo una parola: imbarazzo. Ed è un imbarazzo palpabile quello che si registrava ieri mattina ad Adria dopo la pubblicazione sulla Voce dei risultati dell’ispezione regionale alla Casa di riposo. Un’ispezione dalla quale il Csa esce decisamente male, bocciato su alcuni dei fondamentali cardine dell’assistenza: l’igiene, ad esempio. O - come abbiamo visto - la conservazione e la somministrazione dei farmaci ai pazienti. Ma come è possibile che questo sia potuto accadere? Perché alcuni degli episodi segnalati dagli ispettori della Regione sono inquietanti.

Ma sono numerose le schede schede compilate dagli ispettori da cui emergono criticità sulle quale, evidentemente, in questi anni non si è intervenuto. La scheda di verifica delle condizioni igienico-sanitarie dei locali di degenza, degli spazi comuni e dei servizi igienici risulta ampiamente insufficiente. Sono 14 i parametri presi in considerazione dagli ispettori regionali. Basta non rispettarne due per finire nell’elenco dei cattivi, con una valutazione sotto la sufficienza. Ebbene, al Csa, secondo il verbale di sopralluogo, sono state 8 le mancanze rilevate nei locali.

Tra queste, rilevata la presenza di polvere, macchie, ragnatele e rifiuti fuori dai contenitori. Nei bagni, poi, viene segnalata la presenza di “materiale potenzialmente infettante (pannoloni, padelle e biancheria sporca) in luoghi non idonei”, oltre a macchie e incrostazioni. Tanto che il Csa colleziona la bellezza di 22 punti di demerito, quando quelli tollerati sono appena 5. Una situazione che, restando nelle tabelle riportate nel verbale dell’ispezione, si riverbera anche sui servizi alberghieri offerti agli anziani. Se il cibo è buono, il cambio della biancheria piana avviene solo una volta alla settimana oppure al bisogno, mentre l’ottimale previsto dagli standard regionali sarebbe un cambio giornaliero.

Ma è quando si inizia a parlare di necessità primarie per un anziano, come ad esempio l’erogazione dei farmaci, che vengono a galla particolari inquietanti. Scrivono gli ispettori della Regione: “Si segnalano criticità nella distribuzione dei farmaci. In particolare, la preparazione e la somministrazione dei farmaci non viene effettuata dallo stesso operatore infermieristico; la triturazione dei farmaci non viene eseguita con gli appositi dispositivi”. E poi ci sono quegli psicofarmaci nell'armadio della cucina... E pagina dopo pagina la situazione si fa più delicata. Manca ad esempio una procedura per la segnalazione di eventuali reazioni avverse ai farmaci... E parliamo sempre di anziani. Anziani ricoverati in una struttura pubblica dove però, come abbiamo scritto ieri, viene registrato persino “l’uso improprio di siringhe con cono catetere come ausilio per l’alimentazione dei pazienti disfasici, riposte nello stesso contenitore e prive dell’originale involucro”. Ovvero buttati lì alla rinfusa...

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