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Palazzo Nodari

Stop and go sul progetto Maddalena

Ieri l’accordo preliminare con i privati. Uno ci sta, l’altro prende tempo. Senza la cessione dell’immobile, bisognerà presentare il piano B per non perdere i finanziamenti

Ospedale Maddalena 16

L'ospedale Maddalena

Quel mostro in mezzo alla Commenda, che da anni giace morto di giorno e popolato da senza tetto di notte, è il fulcro del progetto periferie, che ha consentito al Comune di Rovigo di ottenere 13,5 milioni di euro di finanziamento per la sua riqualificazione e di tutto il quartiere Commenda. Bene, da un po’ di giorni, rischia di diventare l’ostacolo da bypassare per avere comunque il finanziamento dalla presidenza del consiglio.

Già, perché la trattativa in corso con i privati per la cessione dell’ex ospedale Maddalena con il suo parco è a un punto morto.

Ieri i tecnici, l’architetto Ruggero Tezzon, responsabile unico del progetto, con il legale di Palazzo Nodari, Ferruccio Lembo, hanno incontrato i proprietari, Paolo Reale della ditta Reale e Pierluigi Filon della ditta Cefil.

L’accordo proposto dal Comune prevede una valutazione dell’immobile a 2,5 milioni di euro compresi di Iva, mentre la valutazione dell’Agenzia delle entrate era di 3,9 milioni di euro senza Iva. Il Comune, visto che c’è un’ipoteca sull’immobile, userebbe la cifra per estinguere l’ipoteca.

Paolo Reale ha già firmato l’accordo, con alcuni accorgimenti (le spese notarili a carico del comune e la percentuale dell’Iva ancora da definire), mentre Filon ha preso tempo.

Se il 50% della proprietà si opponesse all’accordo preliminare, il progetto attorno a cui si è costruita la partecipazione al bando dovrebbe essere modificato senza il Maddalena.

La questione è delicata, perché rifare un quartiere, senza toccare quel “mostro” all’abbandono totale, e senza poter toccare il parco, è comunque una soluzione a metà.

Il tira e molla tra la pubblica amministrazione e il privato durerà alcuni giorni. C’è chi giura che alla fine il privato, rendendosi conto del “tumore” che lascia in città, ma anche dell’opportunità di stralciare il mutuo ipotecario, cederà. Chi la vede difficile, con il fiato sospeso.

Anche perché il rischio è che Roma sospensa l’erogazione dei 13,5 milioni di euro. Una boccata d’ossigeno per la città, che per la visione di una delle parti, potrebbe diventare una boccone amarissimo.

Il progetto, almeno quello che finora è stato finanziato dalla presidenza del consiglio, prevede lo stanziamento di 13,5 milioni di euro da parte del governo ai quali si aggiungono i 4,5 milioni di euro da parte dei privati.

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