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Il personaggio

Ambra e la magia del teatro

Angiolini a Rovigo: “Il Sociale è magnifico. Adoro l’energia del palco”

Si è lasciata accarezzare dal sole di Rovigo, ammirando il teatro Sociale di piazza Garibaldi. Poi Ambra Angiolini si è concessa una passeggiata sulla piazza, apprezzando le bellezze della città. Ieri sera, poi, ha portare sul palco del Sociale, per la rassegna Donne da palcoscenico, “Balkan burger”, intenso monologo, di Stefano Massini, a cura di Luisa Cattaneo e Letizia Piva.

Ha apprezzato la città, ha ricordato i suoi trascorsi negli spettacoli in giro per l’Italia, ha ammesso di amare tanto il teatro quando il cinema e la televisione. Ma alla domanda sul futuro di Max Allegri, allenatore della Juventus, e suo attuale partner di vita, ha preferito glissare, rifugiandosi nella sua riservatezza.

Insomma niente calcio, però Ambra ha ammesso di amare il rugby, “sport duro ma che insegna tanto. Dove vivo io, a Brescia sono in tanti a praticarlo”.

E poi il suo spettacolo: “Un lavoro molto intenso - ha detto - che cresce un poco alla volta. Molti hanno detto che la protagonista è una donna che attraversa molti cambiamenti. In realtà lei è sempre sè stessa, adeguandosi ai cambiamenti che la vita le sottopone. Un testo dalle potenzialità enormi”. Un monologo portato sulla scena ieri sera per la prima volta e che potrebbe, in seguito, avere diverse repliche.

Ed Ambra di cambiamenti professionali ne sa qualcosa: “Certo, a me piace tutto. La televisione, il cinema, il teatro, dipende dal progetto. Leggo anche molto, soprattutto i lavori dei ragazzi dai quale è sempre possibile trarre spunti, coinvolgendo la loro energia”.

E a proposito di energia Ambra ammette che “il teatro è qualcosa di speciale. Il palco non inganna, non permette scorciatoie. E’ fondamentale il rapporto col pubblico, trasmette energia”.

E poi la condizione della donna: “In Balkan burger se ne parla. Ci sono le donne costrette a convivere con un mondo, quello dei balcani, ancora maschilista, costrette a rimanere in chiesa mentre fuori impazzano le guerre di religione”. E poi l’attualità sugli abusi sulle donne nel mondo dello spettacolo: “Ma avviene in tutti i posti di lavoro dove c’è un capo o chi è al comando che prova ad approfittarne. Poi sa alla donna gestire la situazione, ma sono cose delicate”.

E poi il rapporto col teatro di chi è famoso per i lavori in cinema e televisione: “E’ vero un volto noto può attirare più pubblico, ma io non guardo a queste cose. L’importante è che la gente vada a teatro, e che poi, dopo lo spettacolo, pensi a quello che ha visto, e non soltanto a chi ha visto. Anche perché spesso questo essere ‘pop’ può essere uno zainetto scomodo da portare perché spinge lo spettatore a classificare un attore in un certo modo. Invece il bello del teatro è che sul palco non si inganna e non ci si inganna”.

Infine via, per le ultime prove al Sociale, “teatro di tradizione, bellissimo ed importante. sarà bello questa sera”. In serata lo spettacolo “Balkan burger”.

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