you reporter

Economia

Il treno Polesine riprende la corsa

Barbin (Unindustria): “Territorio per investimenti”. Ceccato (Confesercenti): “Bene per i consumi”

Il treno Polesine riprende la corsa

L’economia ha ripreso a tirare. Il risveglio del mondo produttivo polesano è stato certificato dai dati diffusi mercoledì scorso dal gruppo bancario Intesa San Paolo. Numeri positivi in molti comparti economici, a cominciare da manifatturiero, distretto ittico e agroalimentare. Molte luci, ma permangono ombre come il numero degli occupati e una digitalizzazione non ancora completa.

“Ma bisogna riconoscere - commenta Massimo Barbin - che l’economia polesana è ripartita. Il gap da recuperare è quello dell’occupazione, noi siamo poco sopra l’8%, due punti in più della media del Veneto. Ma decisamente meglio della media nazionale. Bene invece le imprese giovanili, in linea con il resto della regione. Dobbiamo poi riconoscere che in un contesto generale di ripresa il Polesine ha importanti carte da giocare, che sono la sua collocazione geografica, infrastrutture, terreni disponibili e a costi abbordabili. Insomma le condizioni sono ottime. Occorre solo che si possa lavorare”. E non manca un riferimento alla macroarea di Arquà-Villamarzana: “Ora che la situazione si è sbloccata, grazie all’impegno di tutti, compreso il team di Confindustria e la disponibilità della curatela fallimentare di Nicoletta Mazzagardi, si può procedere veloci verso il completamento dell’area. Oltre ai grossi nomi che tutti conoscono ci sono tante aziende che hanno proposto piani di ampliamento, in alcuni casi si tratta di allargamenti sensibili. E poi ci sono già tre aziende disponibili ad insediarsi. Si parla di un centinaio di posti di lavoro. La dimostrazione che il nostro territorio è appetibile per gli investitori. Occorre completare la copertura della banda larga, è vero, ma ci si sta arrivando”.

Altra cosa sulla quale migliorare è la “qualità professionale, occorre migliorare la qualità delle figure professionali. Le aziende cercano sempre più occupazione specializzata. Occorre crescere da questo punto di vista”.

Barbin è anche responsabile del distretto ittico che comprende il Basso Polesine e l’area di Chioggia, una realtà produttiva che sta realizzando performance di assoluto livello. “In due anni - dice - il fatturato è aumentato del 9,7%. Del 35% negli ultimi 8 anni”. Ora il distretto produce un fatturato complessivo di circa 850 milioni di euro all’anno, con oltre 8 mila addetti e un export in aumento, soprattutto in Croazia, Paesi bassi e Ungheria. Mentre i Paesi dove il prodotto ittico (molluschi, pesce azzurro) viene più esportato sono Germania, Austria, Francia e Spagna. “Ma l’ottimo andamento del distretto - continua Barbin - da me anticipato ad Albarella - sono anche legati ad una crescita di nuove figure professionali, legate al marketing, all’internazionalizzazione, allo studio dei prodotti”. Tutti aspetti che hanno portato il distretto ittico del Polesine e di Chioggia ad essere il primo polo per i molluschi d’Italia e uno dei principali comparti economici del Polesine.

Ad augurarsi che il trend positivo continui sono anche i commercianti. Vittorio Ceccato, presidente di Confesercenti spiega che “Il fatto che il sistema produttivo abbia ripreso a girare non può che essere un segnale positivo per tutti. Significa che aumentano gli investimenti, e quindi l’occupazione e dunque il reddito e la stabilità dello stesso. Cosa che alla fine può portare ad un aumento dei consumi, e il cerchio così si chiude. Anche nel settore commercio da inizio anno registriamo alcuni segnali positivi, come l’apertura di nuove attività in città. Ma su questo fronte occorre lavorare ancora di più”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Speciali: energia
speciali : meraviglie del delta

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl