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La Federcaccia mette le volpi nel mirino: “Danni agli argini, Delta a rischio alluvione”

L'assemblea annuale delle doppiette polesane lancia l'allarme per la sicurezza del nostro territorio.

La Federcaccia mette le volpi nel mirino: “Danni agli argini, Delta a rischio alluvione”

Volpi e corvi impensieriscono, rispettivamente, la tenuta degli argini (specie sul Po) e le attività agricole del nostro Polesine. E i cacciatori di Federcaccia chiedono di poter intervenire. A modo loro.

E’ questo il punto centrale della relazione presentata dal presidente della più numerosa associazione delle doppiette, Roberto Rovigatti, durante l’annuale riunione con i presidenti di zona. Un appuntamento a cui erano presenti anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari, il vicepresidente nazionale Lorenzo Carnacina e il past president dell’associazione Arnaldo Pisetti.

“Abbiamo lavorato - ha detto Rovigatti - per mantenere vivo il problema volpi, che è diventato piuttosto serio per la sicurezza degli argini del Po e dell’Adige”. Sul problema - rivela Rovigatti - “si è tentato di coinvolgere l’ente Parco al fine di permettere interventi che allontanino la possibilità di alluvione nel Delta. Ma dopo un’unica uscita, sei anni fa, per l’individuazione delle tane di volpe negli argini, tutto si è fermato ed è rimasto territorio incontrollato”.

Discorso analogo per quanto riguarda i corvidi. “Il mondo venatorio - spiega Rovigatti - da tempo lancia l’allarme, per la loro smisurata proliferazione a danno di tutti gli altri essere viventi, nonché dell’attività agricola. Ma il piano provinciale di contenimento risulta inefficace perché si può intervenire solo per danni legati all’agricoltura, il cui complesso ed oneroso iter burocratico frena la denuncia”.

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