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Bando periferie

Stop dopo 2 anni di progetti e carte

Dal progetto di recupero da 18 milioni alla firma del protocollo. Fino all’ultimo colpo di scena

Stop dopo 2 anni di progetti e carte

Un dossier lungo due anni. Il progetto per la riqualificazione della Commenda e dell’ex ospedale Maddalena sta tenendo impegnati tecnici e amministratori del Comune di Rovigo dall’estate del 2016.

In base alla ricostruzione fatta martedì scorso nella commissione consiliare la domanda di partecipazione al bando periferie, per ottenere finanziamenti governativi per la riqualificazione di aree degradate, è stata inviata a Roma il 26 agosto 2016. Nel progetto era indicato come fulcro della riqualificazione l’ex ospedale Maddalena e il reticolo stradale attorno all’immobile in Commenda (per ricavarne uffici, sedi e altro).

Al bando partecipano tantissime città italiane, il progetto del Comune di Rovigo è ammesso solo in un secondo momento, tra la fine dell’estate e l’autunno del 2017. (Il piano di recupero del Maddalena riceve l’ok dalla Soprintendenza di Verona il 30 novembre). Il progetto è poi approvato dal consiglio comunale il 13 dicembre 2017. Cinque giorni dopo a Roma, alla presidenza del Consiglio dei ministri, avviene la firma del protocollo d’intesa che prevede la partecipazione dei privati Reale e Cefil. Loro avrebbero ceduto l’ex Maddalena (compresa la parte di parco di loro proprietà) in cambio della cessione di 4 immobili comunali da recuperare, per gestirli per un certo numero di anni. Dal governo si mettono a disposizione 13,5 milioni di euro, cui si aggiungono 4,5 milioni dei privati.

Nelle settimane precedenti il Comune aveva più volte sollecitato i privati per la presentazione di un piano economico finanziario, richiesta poi rinnovata il 17 gennaio 2018.

E’ a questo punto che le cose iniziano a complicarsi: i privati infatti sostengono che il piano che prevede la concessione dei quattro beni per loro non è sostenibile, e nel febbraio 2018 chiedono al Comune un contributo di 3,085 milioni di euro. Proposta che da tecnici e amministratori viene giudicata irricevibile perché il protocollo prevede che per il Comune il progetto sia senza oneri. Gli stessi privati poi ammettono perplessità per la cancellazione dell’ipoteca sul Maddalena a carico sempre di Reale-Cefil.

Si arriva così al marzo 2018, i privati ribadiscono che per loro il protocollo d’intesa non è sostenibile. Allora in condivisione con il Comune si procede ad una rimodulazione del piano che prevede l’acquisto dell’ex Maddalena da parte del Comune per 2,6 milioni di euro circa (valore definito di tecnici di palazzo Nodari, ritenuto inferiore rispetto all’iniziale stima dell’Agenzia del demanio che l’aveva fissato in 4 milioni). Sparisce però la cessione temporanea dei quattro immobili ai privati. I responsabili delle ditte Reali e Cefil, il 22 marzo 2018 danno disponibilità a questo secondo percorso. In aprile arriva anche l’ok della banca alla cancellazione dell’ipoteca sull’ex ospedale. Ma proprio quando si sta per arrivare alla firma del preliminare di vendita dell’immobile Cefil tira il freno con una lettera in cui chiede chiarimenti. E siamo all’11 maggio 2018: l’amministrazione comunale di Rovigo invita i privati a sottoscrivere il preliminare, Reale è disponibile, ma la ditta Cefil si tira indietro, come ribadito il 16 maggio scorso.

Passaggi amministrativi riscontrabili in documenti, carte firmate ed oltre 1.300 mail. Passaggi che ora si sono interrotti e che costringono il Comune a cercare altre strade per non perdere il finanziamento milionario.

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