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Consorzio di sviluppo

“Dove sono finiti i soldi del Parco?”

Viti: “Quei fondi dovevano essere usati per le infrastrutture. Il cda Consvipo non risponde alle richieste"

“Dove sono finiti i soldi del Parco?”

Che fine hanno fatto i soldi del Parco del delta nelle casse del Consvipo? La richiesta è stata reiterata più volte dal commissario del parco, Mauro Viti, al cda del Consorzio di sviluppo, guidato da Angelo Zanellato, dimissionario dallo scorso dicembre, ma ancora in sella ad un ente che però appare avviato sul viale del tramonto, intenzionato a bussare alle porte di Provincia e Comuni per le quote associative che in molti non hanno intenzione di versare.

Tornando ai rapporti col Parco del Delta, è il commissario Viti a precisare che “non c’è comunicazione. Sono almeno quattro le richieste che abbiamo inviato al cda del Consvipo, ma non ci è mai stato risposto”.

Il problema è legato al milione di euro, forse qualcosa di più, che il Consvipo detiene (o deteneva) da anni in base agli accordi Adriatic Lng. Fondi che dovevano essere utilizzati per realizzare infrastrutture all’interno del territorio del Parco del delta, quindi piste ciclabili, ristrutturazione di edifici pubblici e altro. Soldi nella titolarità del Parco ma che erano conservati dal Consvipo in qualità di gestore ed finanziatore di interventi che potevano essere realizzati dai Comuni.

“In base agli accordi - spiega Viti - il Consvipo avrebbe dovuto farci sapere come venivano spesi quei soldi, quali opere venivano realizzate. Invece non ci è giunta alcuna rendicontazione. Nel bilancio dell’ente parco si continua ad inserire quelle somme, ma non sappiamo se nelle casse del Consvipo ci sono ancora. Ed anche i revisori dei conti hanno chiesto di sapere che fine hanno fatto quei fondi”.

L’ultima lettera di richiesta è stata spedita un paio di settimane fa, ma, come le altre volte, non è arrivata alcuna risposta. E allora i casi sono due: “O il Consvipo quei soldi non li ha spesi e ce li ha ancora in cassa. In questo caso ce lo deve dire. Oppure Consvipo quei soldi li ha spesi e non ne ha data rendicontazione. In questo caso sarebbe una scorrettezza perché doveva informare l’ente parco, titolare di quei fondi, che poi avrebbe potuto mettere il tutto nel proprio bilancio. Se i fondi sono stati spesi per infrastrutture a favore del territorio va bene, però resta la scorrettezza di non averne data rendicontazione”. C’è poi una terza ipotesi, che però avrebbe conseguenze molto peggiori, ossia che il Consvipo possa aver impiegato quelle risorse per operazioni non concordate con i Comuni del Parco. Ma è appunto per fare chiarezza che da quasi quattro anni i vertici del Parco chiedono informazioni al cda di Zanellato. “Non so se quei lavori sono stati fatti - continua Viti - so però che in parecchi casi opere infrastrutturali non sono state realizzate a causa di veti e controveti fra i Comuni che di fatto hanno paralizzato tante attività”.

Se i vertici del Consorzio continueranno a non fornire risposte e chiarimenti, inoltre, non è escluso che l’ente Parco possa ricorrere alle vie legali per chiedere i chiarimenti.

Sul tema interviene anche l’assessore regionale a territorio e parchi Cristiano Corazzari: “Di quei fondi se ne parla da quando si doveva intervenire sui ponti di barche del delta e nella ristrutturazione di sedi pubbliche ad Ariano. So che sono state presentate domande formali a cui non è stata data risposta”.

Insomma un’altra gatta da pelare per il Consorzio di sviluppo, un altro dubbio che si apre sulla recente gestione dell’attuale cda, dimissionario, ma ma sempre al suo posto.

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