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Polemica

Bufera sulle multe col telefonino

Dopo il post del politico i rodigini parlano di arroganza e c’è chi suggerisce di dare due schiaffi al vigile

Bufera sulle multe col telefonino

Multe con il telefonino. E’ bufera sul sistema che da un po’ di tempo hanno adottato i vigili urbani di Rovigo per sanzionare violazioni al codice della strada. Le auto in divieto di sosta vengono fotografate, anche con il cellulare, dall’agente della polizia locale, poi la multa arriva direttamente a casa all’automobilista.

E se a scattare le foto è il comandante dei vigili del fuoco, in giro per la città in sella alla sua bici, allora la polemica si accende con di più.

E’ il caso della sanzione che probabilmente arriverà a Massimo Gasparetto, esponente politico di Forza Italia, che su Facebook ha stigmatizzato il fatto che a scattare la foto alla sua auto in divieto sia stato Giovanni Tesoro, comandante dei vigili di Rovigo, sceso dalla sua bicicletta con il cellulare.

Ed è proprio sui social che esplode la protesta contro questo sistema. Chi dice che se possibile la sanzione va contestata subito, e nel caso di specie essendo l’auto ferma e il vigile in bici la cosa era possibile. C’è poi chi critica queste ronde con fotocamera cellulare, e chi sottolinea che una multa resta pur sempre una multa. E chi oltre, esclamando che al vigile urbano avrebbe dato due schiaffi. Insomma di tutto, perché la parola multa eccita sempre gli animi di tutti.

Il diluvio di commenti sui social è lunghissimo. C’è anche chi tira fuori la polemica sul Corso del Popolo: “Col Corso chiuso non sarebbe successo”. C’è Poi Nello Piscopo, compagno di partito di Gasparetto che dice: “Chi lascia l’auto sul Corso in divieto di sosta, merita di essere multato. E’ una regola di civile convenienza”. Però c’è pure chi osserva che “certo modi sbrigativi di applicare la legge non mi piacciono”. In molti poi contestano i modi “da sceriffo” usati in certi casi dalla polizia locale, come nell’episodio del comandante dei vigili”. E non manca chi prova a buttarla sul giuridico: “La multa va contestata subita se possibile. Nel caso se il comandante era in bici e l’automobilista sull’auto la contestazione immediata era possibile. La sanzione andrebbe contestata”. E poi chi suggerisce di fare “ricorso al giudice di pace”.

Il consigliere comunale Alberto Borella critica il fatto “che non si propone un altro sistema sanzionatorio per evitare l’accanimento in città”. E poi chi azzarda a sottolineare che “se il vigile in bici ha fatto inversione di marcia per scattare la foto è censurabile”. Più di qualche rodigino parla di “arroganza per fare cassa. Senza elasticità e senza buon senso”.

I rodigini però si dividono perché c’è anche chi sostiene che “se si lascia l’auto in divieto di sosta e davanti ad un bancomat, cosa può fare un vigile, in borghese o in divisa che sia?” Chi sostiene le ragioni degli agenti di polizia locale, però, sono in netta minoranza rispetto al popolo dei social che, forse immedesimandosi con chi riceve una multa, vede come fumo negli occhi ogni forma di sanzione che ha a che vedere con la propria automobile.

A. G.

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