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Chiosco, “deve sloggiare dal centro”

Avezzù non ha dubbi: “E’ fuori regola, via da piazza Merlin”. Ma chi pagherà lo smantellamento?

Chiosco, “deve sloggiare dal centro”

Dal chiosco di piazza Merlin al nodo ex Maddalena, dal Passante Nord al lodo Baldetti. La riunione di maggioranza (presenti gli esponenti di FI, centristi e alcuni della Lega) di lunedì sera ha visto il centrodestra rodigino affrontare i tanti nodi che si stanno presentando al pettine dell’amministrazione comunale.

Fra i punti in discussione il futuro del chiosco di piazza Merlin, che da anni staziona all’incrocio fra via X Luglio e via Cavour e che l’amministrazione ha deciso di rimuovere. Nel summit è emerso, fra le altre cose, che l’installazione è anche difforme dal progetto originario “un motivo in più - sottolinea il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù - per andare avanti con la decisione di smantellare. Il chiosco deve essere tolto dalla piazza”. Il problema però resta il costo dell’operazione di rimozione. I titolari delle due attività, il bar e l’edicola, hanno già fatto sapere di non essere disposti a pagare per lo smantellamento, l’ex esercente dell’edicola, inoltre si è trasferito all’estero da tempo. Si tratta di una spesa non indifferente, quantificabile in circa 30/40mila euro. Palazzo Nodari è disposto ad accollarsela? Fra le ipotesi c’è anche quella di una cessione dell’immobile verde ad un imprenditore disposto a smontarlo per poi installarlo da un’altra parte della città per gestire l’attività di bar. Ma per ora tranne qualche abboccamento non ci sono richieste o proposte formali. La concessione per il chiosco scade il 18 giugno, dal giorno dopo potrebbe scattare lo smantellamento, che per ora resta un punto interrogativo su chi lo dovrà effettuare e chi lo dovrà pagare.

La maggioranza ha poi passato in rassegna le problematiche legate al progetto per la riqualificazione del quartiere Commenda. Le speranze per mantenere l’ex Maddalena nel piano originario ci sono ancora, anche se la ditta Cefil non ha mai dato segnali di un possibile ripensamento. Ecco allora che continuano a spuntare nuove ipotesi di progetti alternativi. Per poter mettere nero su bianco, in maniera ufficiale, una nuova rimodulazione del piano, però, occorre la risposta alla richiesta di proroga inviata ieri al governo. Palazzo Chigi deve far sapere al Comune di Rovigo se i termini del cronoprogramma a suo tempo definito possono slittare e in quale modo sia possibile una rimodulazione del progetto, fermo restando che al centro deve rimanere la riqualificazione della Commenda, compreso il rifacimento di strade, la ristrutturazione di Casa Serena.

Fra le possibili alternative in maggioranza si è anche fatto riferimento all’immobile dell’ex Genio civile, il grande complesso che si affaccia su Corso del Popolo e che da anni langue in stato di abbandono e incuria. Il grande edificio si presterebbe ad ospitare uffici, sedi e tutto quello che avrebbe potuto essere realizzato all’ex ospedale Maddalena. L’immobile è una delle aree di degrado e di abbandono della città, come ce ne sono altre. Fra queste, e quindi possibili destinazioni della rimodulazione, l’area della vecchia caserma dei vigili del fuoco, piazzale Di Vittorio, la vecchia sede della polizia locale in centro. Zone di degrado non mancano, ma fino a quando il governo non avrà detto una parola chiara, ogni soluzione rimane a livello di ipotesi di scuola.

La maggioranza ha pure discusso del lodo Baldetti, in questo caso l’arrivo della soluzione appare davvero vicino. Il D-day potrebbe essere domani con la riunione del cda di Veneto Nuoto che dovrebbe approvare la proposta di acquisto delle quote da parte di Padova Nuoto. Altro tema toccato quello del Passante Nord, con Veneto Strade che ha spiegato di non avere risorse disponibili per completare l’anello viario attorno alla città.

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