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Consvipo, a fine giugno casse vuote

Entro poche settimane finirà la liquidità. Cgil, Cisl e Uil: “O rilancio o chiusura secondo le regole”

Consvipo, a fine giugno casse vuote

E il Consvipo? Ancora non si sa che fine farà. Se sarà liquidato come chiedono molti sindaci, o se si riuscirà a rilanciarlo dopo aver sostituito il cda in carica anche se dimissionario da oltre cinque mesi.

Ma intanto sta per rimanere a secco di liquidità. I sindacati, infatti, dicono che alla fine del mese le casse del Consorzio di sviluppo potrebbero rimanere vuote, bloccando ogni proseguimento di attività e retribuzione dei lavoratori. Per questo Cgil, Cisl e Uil (Filctem, Femca e Uiltec) hanno scritto alla prefettura per chiedere la convocazione di un tavolo di confronto con la presenza del presidente della Provincia e dei sindaci dei Comuni più grandi, compreso Massimo Bergamin di Rovigo. Giampietro Gregnanin (Uil), Pieralberto Colombo (Cgil) e Fabrizio Da Lio (Cisl) ritengono preoccupante la situazione, che rischia di far scomparire l’ente.

I sindacati arrivano a dire che se davvero la maggioranza dei sindaci, e la Provincia, sono dell’idea di chiudere il Consvipo, allora che lo si faccia secondo le procedure previste, compresa il pagamento dei debiti e la ricollocazione dei dipendenti.

Cgil, Cisl e Uil chiedono “con la massima urgenza un’opera di rilancio da parte dei soci, in primis dalla Provincia quale socio di maggioranza, poiché come abbiamo sempre ribadito il Consvipo può essere una decisiva risorsa a favore dello sviluppo per un’area vasta, in una logica che potrebbe essere molto positiva in termini economici per tutti i soci.

Se i soci invece persistono nel loro ‘assenteismo’ chiediamo allora, pur non auspicandolo, che il processo di chiusura venga fatto in maniera responsabile e secondo la normativa vigente”.

Se i soci, quindi, ritengono che il Consvipo vada chiuso “questa chiusura dovrebbe avvenire secondo le regole previste, decidendo con la corretta ricollocazione dei dipendenti, dove si valutino i debiti ed il conseguente accollo da parte dei soci dei rispettivi mutui legati al progetto fotovoltaico, le obbligazioni ed il patrimonio dell’ente”. E ancora: “Il grave protrarsi dell’assenza di decisioni che sta portando l’ente verso l’inevitabile asfissia economica e conseguentemente alla chiusura di fatto ci pare essere una scelta poco autorevole ed in spiegabile. Chiediamo, per il rispetto dei dipendenti e dei 120 lavoratori che hanno aderito ai progetti di pubblica utilità e che non potranno continuare in questo positivo percorso, che si convochi nuovamente con urgenza il tavolo dal prefetto al fine di pervenire a soluzioni concrete e che vadano nella direzione del rilancio del Consvipo, prima che debba poi prenderle un liquidatore magari estraneo a tutte le vicissitudini dell’ente”.

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