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Borsa, il Caffè resta in sospeso

Possibile cessione: smarrimento tra i clienti abituali dello storico bar della piazza. L’ex sindaco Piva: “Affezionato a questa gestione. Spero che la tipicità non vada perduta”.

Borsa, il Caffè resta in sospeso

C’è tutto un mondo che gira attorno al Caffè Borsa di piazza Garibaldi. I clienti affezionati si riconoscono a memoria, si salutano pure senza conoscersi, legati dall’immancabile rito quotidiano del caffè - o dell’aperitivo - al Borsa. Ma da due giorni c’è smarrimento negli occhi e nei volti di chi si avvicina al lungo bancone bianco. E quasi il tono di voce si abbassa, quando ci si rivolge la fatidica domanda, evitando persino di dire la parola tabù: “Cessione”. 

Nonostante le trattative con la Thun per fare del Borsa uno dei primi Thun Caffè d’Italia, siano intavolate da settimane, e si rumoreggi che l’accordo sia ormai soltanto questione di dettagli, Lorenzo Paparella ci tiene a mantenere il più stretto riserbo, e ha passato gli ultimi due giorni, da quando cioè la notizia è diventata di pubblico dominio, a smentire e a manifestare scetticismo sull’esito della trattativa: “Oggi come oggi, direi che l’affare potrebbe non andare in porto”, le sue parole.

Sarebbe un dispiacere - commentano tra loro i clienti affezionati - qui è come essere a casa. E’ una piazza nella piazza, un punto di passaggio obbligato per molti. Se si cerca una persona e non si sa dove trovarla, il Borsa è una certezza: prima o poi, nel corso della giornata, tutti passano di qui”.

E ci passa, tutte le mattine, l’ex sindaco Bruno Piva. Sfoglia i giornali, prende il caffè o l’aperitivo a seconda dell’orario, e ci incontra gli amici di sempre ma anche i politici con cui ha lavorato nel corso dei suoi tre anni a palazzo Nodari. “Spero che la lunga tradizione di questo Caffè non si interrompa”, dice.

“Questo locale - continua - è parte della storia di Rovigo: era il caffè della Borsa, appunto, dove si svolgevano, e spesso si chiudevano, gli affari di una volta. Restando ai giorni nostri, sono molto affezionato in particolare a questa gestione, e in cuor mio spero ci sia un ripensamento rispetto alla vendita. Se così non dovesse essere, mi auguro che chi arriverà continui nel solco della tradizione”.

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