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Porto Tolle

Elezioni, il clima si scalda

Il sindaco uscente Claudio Bellan: “Investito oltre 26 milioni di euro per il territorio senza accendere nuovi mutui”

Elezioni, il clima si scalda

Salgono le temperature, anche sul fronte politico. Mancano pochi giorni alle elezioni comunali di Porto Tolle. 

Il sindaco uscente e ricandidato Claudio Bellan passa al contrattacco. “Pizzoli non si rende più conto di tutte le bugie che dice. Ma i numeri di Porto Tolle con Bellan sindaco parlano chiaro: non abbiamo aumentato le tasse, abbiamo dimezzato il debito del Comune, abbiamo investito oltre 26 milioni di euro per il territorio senza accendere nuovi mutui, e le presenze di turisti sono aumentate da 137.676 nel 2013 a 188.968 al 31 dicembre 2017 (+37 per cento)".

"Porto Tolle con Bellan sindaco ha risolto i contenziosi passati con Enel e ha fatto pagare a Enel le spese legali più gli interessi, solo grazie all'accordo concluso nel 2015. Inoltre, a differenza del passato e contrariamente ai 23 comuni sedi di centrali Enel da dismettere, questa amministrazione è stata l'unica ad avere il coraggio di affrontare Enel con la centrale fuori esercizio e a vedere riconosciute in pieno le proprie ragioni”.

Silvana Mantovani, candidata della lista #sicambia di Roberto Pizzoli, riflette su un tema molto delicato alla vigilia delle elezioni a Porto Tolle: “In questi ultimi giorni di campagna elettorale credo giusto ritornare su un tema delicatissimo per la comunità portotollese: i servizi socio-sanitari che, a Porto Tolle, si sono paurosamente impoveriti".

"Lo faccio non strumentalmente, a futura memoria, poiché le elezioni passano, ma i problemi purtroppo restano. La realtà di Porto Tolle racconta di un distretto socio-sanitario di Porto Tolle che ha perso i servizi di psichiatria, dermatologia, ortopedia, oculistica e quello di cardiologia è passato da settimanale a quindicinale”.

Mantovani dichiara: “Grave è la fine del servizio di igiene pubblica, con i tanti disagi che ciò provoca ai cittadini, particolarmente alle famiglie che, per vaccinare i bambini devono recarsi a Porto Viro o Adria. Non è la prima volta che denuncio questo depauperamento dei servizi nel nostro distretto davvero preoccupante, come testimoniano le lamentele rivolte al sindaco e all’assessore competente".

Sulla "Voce" di martedì 5 giugno l'articolo completo.

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