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Il caso

Per giorni con il figlio morto nella pancia

Incinta, perde il figlio ma viene lasciata una settimana con il feto morto in grembo: “Questa non è umanità”.

Per giorni con il figlio morto nella pancia

Costretta a tenersi per giorni in pancia il feto del figlio morto: “E’ un incubo, un vero incubo, una tortura...”, racconta una 30enne di Trecenta. Ha aspettato un paio di giorni prima di raccontare la sua storia. Poi non ce l’ha più fatta. E dire che tutto era iniziato con una gioia: la gioia che solo il primi figlio cercato e atteso può regalare.

Poi la doccia fredda: l’ecografia che dice “no, il bimbo non ce l’ha fatta, il suo cuoricino ha smesso di battere”. Un dramma a cui si aggiunge un altro dramma. All’ospedale di Trecenta le spiegano che dovrà essere operata per asportare il feto oramai senza vita, ma che non c’è fretta.

E da fine maggio le fissano l’appuntamento per il 6 di giugno. Una settimana da incubo, con in pancia il figlio morto. Si rivolge a Rovigo; la fanno andare in ospedale, ma poi la risposta è la stessa: “Non c’è fretta, non è urgente”. E forse dal punto di vista medico è così.

Ma da quello psicologico è devastante. “Non dormo più. Era il mio primo figlio dopo tempo che lo cercavo... Ora sono stata costretta a tenermelo dentro per giorni, e mi rendo conto che forse non sarò mai più pronta ad avere un figlio. Quello che sto soffrendo non si può spiegare...”.

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