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Piazza Merlin

"Il Comune di mi ha rovinato: ma non l'avrete mai!"

Il titolare: “Non ho i soldi per rimuoverlo, ma se pensano di riutilizzarlo lo rovinerò a martellate”

"Il Comune di mi ha rovinato: ma non l'avrete mai!"

“Nel caso lo volessero smontare per poi riposizionare da un’altra parte sarò io il primo a prenderlo a martellate e a distruggerlo. Il chiosco resta mio e se il comune lo vuole rimuovere dovrà utilizzare la ruspa, per renderlo del tutto inservibile”. Daniele Zago, il titolare del chiosco bar di piazza Merlin si sfoga per quella che lui stesso definisce “una cosa assurda, mi hanno rovinato la vita. Alcuni assessori dell’amministrazione comunale ce l’avevano con l’immobile che ho gestito per anni e adesso arrivano ad annunciare di essere disposti a rimuoverlo a spese dell’amministrazione per poi addebitarmi le spese. Che facciano pure, ormai non ho un soldo. Non ho più niente d intestato a mio nome, mi hanno rovinato lasciandomi in mezzo ai debiti”.

Zago ribadisce la sua posizione già espressa nelle scorse settimane: “Per smantellare l’immobile servono soldi che non ho più. Ho solo tanti debiti. Molte migliaia di euro e a 59 anni ora mi ritrovo senza un lavoro”.

La concessione per il chiosco di piazza Merlin scade il 18 giugno, dal giorno successivo di fatti l’immobile diventerà abusivo. Il comune ha fatto sapere che se non verrà rimosso dal titolare ci penserà l’amministrazione comunale con richiami ufficiali e se serve uno smantellamento che poi verrà addebitato ai due titolari, di bar ed edicola. Il fatto è che il gestore della ex-edicola è all'estero da tempo, mentre il gestore del bar ha più volte ricordato di non avere le diverse decine di migliaia di euro necessarie alla rimozione.

“L’amministrazione - continua Zago - mi aveva proposto di smontarlo e rimontarlo da un’altra parte, ma per farlo servirebbero circa 150mila euro, che io non ho. Tanto costerebbe spostare l’immobile, rifare gli impianti e tutto il resto. Il bar è chiuso dalla fine di febbraio, ma da allora sono andate avanti utenze, spese di occupazione suolo pubblico e tanto altro e i debiti si sono moltiplicati”.

L’amarezza di Zago arriva fino al punto di lanciare quella che potrebbe essere un’estrema provocazione: “Se qualcuno avesse intenzione di smontare il chiosco per poi piazzarlo da un’altra parte, magari sotto la gestione di altre persone, bene, meglio che lasci perdere perché sono disposto a danneggiarlo, a prendere a martellate le vetrate e la struttura stessa. Nessuno dovrà riutilizzarlo. Si tratta di un mio bene e posso ancora farne ciò che voglio”.

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