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Stalking, condannati padre e figlio

Vittima una giovane e i suoi genitori che avrebbero subito anche minacce dai vicini di casa

Stalking, condannati padre e figlio

Un dramma nel dramma. Prima la violenza sessuale, poi lo stalking. Vittima una giovane ragazza di origine marocchina, che dopo aver subito uno stupro, e aver avuto il coraggio di denunciare, si sarebbe trovata ad affrontare una vera e propria persecuzione da parte della famiglia del responsabile della violenza.

Appena la ragazza ha sporto denuncia, ed è iniziato il processo nei confronti del suo aggressore, i familiari dell’uomo avrebbero iniziato a perseguitare non solo la ragazza, ma anche i suoi genitori e i due fratellini.

A rendere tutto ancora più difficile, il fatto che le famiglie abitano in due case popolari vicine: minacce, riprese con il cellulare, secchi di vernice rovesciati sul pianerottolo e tanto altro sarebbero state solo alcune delle azioni messe in atto da padre, madre e fratello dell’uomo accusato di stupro, nei confronti della famiglia della giovane vittima. Tutti e tre finiti sotto processo dopo la denuncia per stalking presentata dalla donna, difesa dall’avvocato Anna Maria Guerzoni.

Ieri mattina, nelle aule del Tribunale di Rovigo, la richiesta di condanna per i tre imputati, assistiti dal legale Mario Locas, e per i quali il pubblico ministero aveva chiesto la condanna per tutti. Ma il giudice, alla fine, ha condannato solo il padre e il fratello dell’aggressore della donna, a 15 e 12 mesi, pena sospesa, assolvendo la madre. In più è stato stabilito un risarcimento di circa 7mila euro nei confronti della giovane, e di circa 6mila euro per i suoi genitori.

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