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Rovigo

Tesoro in bilico... e in prima linea

Forte pressione sul pubblico ufficiale. Difficile decidere la sostituzione con altro dirigente

Tesoro sarà trasferito d’ufficio

Continua a svolgere il suo ruolo in prima linea, chiamato dal sindaco a un sopralluogo, corre con la sua squadra, ligio al dovere. Eppure il comandante della polizia locale di Rovigo Giovanni Tesoro è sopra un bilico che non sa dove pendere. Il provvedimento che lo sposterebbe ad altra mansione è in itinere, anche se la sua posizione è più delicata rispetto a quella dell’assistente speciale Leonardo Previati, implicato nell’indagine della procura e spostato al Teatro Sociale.

Alla domanda diretta sul suo futuro risponde laconico: “Non lo chieda a me, ma al sindaco e alla segretaria generale” e alza le spalle. Si trincera nel no comment il dirigente del settore di pubblica sicurezza, e a fianco del sindaco identifica una 16enne e una 18enne dentro l’ex ospedale, che sono lì abusivamente. Poi scappa via nell’auto di servizio.

Non è una decisione immediata, quella che deve prendere il sindaco, insieme al segretario generale Maria Cristina Cavallari, anche perché sostituire il comandante della polizia locale con altro dirigente del Comune mette in difficoltà l’intera struttura, visto anche il pensionamento di Giampaolo Ferlin e il vuoto che già soffre il settore Urbanistica e Commercio (almeno fino al 1 luglio, quando entrerà in servizio il nuovo dirigente Christian Scalambrin).

D’altro canto è lo stesso piano triennale anticorruzione (2016-2018) redatto dall’amministrazione comunale che stabilisce, che “in caso di notizia formale di avvio di procedimento penale a carico di un dipendente... l’amministrazione per il personale dirigenziale procede con atto motivato alla revoca dell’incarico in essere ed al passaggio ad altro incarico”.

In teoria già dal momento dei primi sequestri sarebbe potuto scattare il provvedimento anticorruzione, a tutela dell’ente, ma anche dello stesso comandante Giovanni Tesoro.

Intanto Tesoro, che dall’anno scorso, da quando la notizia dell’indagine piombò a Palazzo Nodari (e il sindaco prese le sue difese), è sotto una forte pressione, è lì, in prima linea, a fare sopralluoghi e a firmare ordinanze. Una posizione che giudicare non facile è poco.

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