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Il progetto

Lo strano harakiri sul “mostro”

La banca ci stava, Reale pure. Rimane a tutti il dubbio: perché Filon si è tirato indietro?

Lo strano harakiri sul “mostro”

E’ trascorsa una settimana da quando la trattativa tra l’immobiliare Cefil di Pierluigi Filon e il Comune di Rovigo è naufragata definitivamente, e con essa la possibilità di recupero dell’ex ospedale Maddalena.

Ma la questione è una bomba che rompe equilibri anche nella maggioranza. Martedì nella riunione del centrodestra a Palazzo Nodari, la discussione è stata molto accesa. L’ala di Obiettivo Rovigo ha attaccato il sindaco Bergamin sulla stampa per le parole usate “occupiamo il Maddalena” e il primo cittadino non ha gradito. La questione è divampata con qualche parola di troppo, visto che l’avvocato Carmelo Sergi ha risposto per le rime: “Tu hai la tua sensibilità e il tuo elettorato. Noi abbiamo la nostra e il nostro e non amiamo i toni da centro sociale”.

Al centro dei nervosismi generali, comunque, il progetto da 13,5 milioni di euro che doveva essere una boccata d’ossigeno per tutta Rovigo e che ora l’amministrazione comunale sta cercando di rimodulare per riuscire comunque a ottenere i fondi e riqualificare parte della Commenda, stralciando il “mostro” abbandonato, in favore della riqualificazione di altri edifici comunali, l’ex comando dei vigili urbani, casa Barottto e l’ex Forno.

Nonostante il piano “B”, la città non si è ancora ripresa dalla batosta. Si sarebbe potuto far resuscitare il morto. Per questo Massimo Bergamin aveva dichiarato, nel dicembre scorso, all’indomani della firma davanti alla presidenza del consiglio: “E’ un evento storico”.

I motivi per cui il privato (o meglio, metà del privato, perché Reale ci stava) si è defilato, non sono ancora chiari anche agli addetti ai lavori, che hanno condotto la trattativa.

Anche perché, in ogni caso i soldi che il Comune di Rovigo avrebbe corrisposto per l’ex Maddalena al privato, 2,5 milioni di euro o 4,5 milioni di euro che fossero, sarebbero andati a sanare il debito ipotecario con la banca, a saldo e stralcio.

La banca ci stava, Reale pure, Filon no. Difficile da capire.

Ora al di là dell’esposto in questura per istigazione a delinquere e minacce proposta dall’avvocato che rappresenta la ditta Cefil, Gianni Balzan e il blitz del sindaco, quale massima autorità di sicurezza e sanità pubblica di Rovigo, insieme alla polizia locale (che ha identificato due ragazze abusive nella zona privata), la cittadinanza è delusa.

Un illustre residente della Commenda, Flavio Ambroglini, sottolinea in uno scritto: “sta lievitando la convinzione che chi sta maldestramente amministrando la città in generale e parimenti alla Commenda altri quartieri cittadini, dovrebbe fare solo una cosa: karakiri... politicamente parlando, ci mancherebbe”. Ma siamo sicuri che harakiri non l’abbia fatto il privato?

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commenti 1
  • Borile Sergio

    14 Giugno 2018 - 19:07

    Essi è dura da digerire ,ma il vento cambia. Bravo Bergamin..

    Rispondi

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