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LENDINARA

Palazzo Boldrin sbarca sul web

Tre giovani studentesse del Cur hanno curato una pubblicazione su Wikipedia dell'edificio storico. E' un progetto di Silvia Guerrato, Giorgia Pavan e Assunta Vitale.

Palazzo Boldrin sbarca sul web

Debutta su Wikipedia il Palazzo Boldrin di Lendinara. A compiere il salto sul web Silvia Guerrato, Giorgia Pavan e Assunta Vitale, studentesse del corso di laurea magistrale in Management dei servizi educativi e Formazione continua dell’Università degli Studi di Padova nella sede rodigina del Cur.

Il sindaco Luigi Viaro ha ringraziato Marta Zerbinati, presidente dell’Ente Morale Ipab Istituzione Brunetto Boldrin, che non ha voluto mancare a questo evento di promozione del palazzo storico di cui si occupa. “Grazie a chi lavora dietro le quinte per la comunità”, ha sottolineato il primo cittadino, che ha anche ricordato la partecipazione di Lendinara al Cur, di cui è uno dei pochi comuni soci. “Palazzo Boldrin è la casa della cultura e non proporla all’esterno è come non averla. Questa nuova pagina su Wikipedia è una bella provocazione e apertura della città verso l’esterno, come lo è stato il video con il drone fatto da Bieffe Promotion, che è ancora oggi un biglietto da visita della città molto apprezzato e conosciuto”.

A presentare il lavoro delle studentesse, due lendinaresi e una originaria di Badia Polesine, è stato poi Nicola Gasparetto, coordinatore della Cittadella della Cultura. “Inizialmente l’obiettivo era quello di creare una pagina sul Museo del Risorgimento Polesano, ma poi ci siamo confrontati e vista la scarsità di fonti per l’apertura recente si è deciso di allargare la visione al Palazzo Boldrin e al suo passato plurisecolare legato ad alcune tra le più importanti famiglie lendinaresi”, ha precisato Gasparetto, riassumendo le vicissitudini del lavoro.

Le tre studentesse hanno poi ricostruito il percorso storico del palazzo, eretto da Vincenzo Malmignati nella prima metà del XVI secolo e poi diventato proprietà delle famiglie Conti e Boldrin. Dal 1941 gestito dall’Ente Morale, oggi è sede della Biblioteca Comunale, col oltre 40 mila volumi arricchiti da lasciti importanti come quelli di Frizziero e Martini, e degli Archivi storici della Città e di alcune delle più importanti famiglie (Marchiori, Malmignati, De Lazara). Di recente ha poi acquisito, all’ultimo piano, il Museo del Risorgimento Polesano e il Museo degli Artisti Polesani. “Crediamo sia importante rilanciare il patrimonio di una città che vuole promuoversi”.

Nicola Gasparetto ha poi ricordato due importanti tesi di laurea condotte sul ricco materiale dell’archivio Marchiori che saranno discusse domani 2 luglio presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia da Rocco Balsamo e Arianna Ferraretto.

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