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Canda

Purtroppo non ce l’ha fatta il capriolo investito

Su segnalazione di un automobilista, era stato soccorso e curato ma è spirato

Purtroppo non ce l’ha fatta il capriolo investito

Non ce l’ha fatta il capriolo investito qualche tempo fa, a Canda, nei pressi dell’uscita della Transpolesana. L’animale, dopo la segnalazione di un automobilista, era stato soccorso e portato immediatamente al centro recupero animali selvatici di Polesella.

Nonostante le cure, il capriolo purtroppo non è sopravvissuto all’incidente. Il fatto è successo alcuni giorni fa sulla Ss 434, quando una vettura lo ha probabilmente centrato in pieno, lasciandolo in fin di vita.

Immediate le segnalazioni e i soccorsi che lo staff del dottor Taricone, veterinario del centro recupero animali selvatici convenzionato con la Provincia, hanno portato al giovane capriolo che, purtroppo, non è riuscito a sopravvivere. Potrebbe sembrare insolita la presenza di caprioli nelle nostre zone, mentre sta invece diventando sempre più usuale vederli circolare liberamente, anche se spaventati, nelle nostre pianure.

Gli esperti sostengono che questo spostamento sia avvenuta a causa della spinta ricevuta dagli anziani capobranco che si sono spostati ed hanno iniziato a popolare zone rivierasche soprattutto nella zona di Felonica e Ostiglia, paesi mantovani confinanti con la nostra provincia.

Arrivano guadando il fiume Secchia, direttamente dall’Appennino Modenese e Bolognese perché in quei luoghi sono probabilmente in esubero. Il ritrovamento a Canda è stato gestito, come sempre accade, dall’ufficio caccia della Provincia di Rovigo che, dopo aver ricevuto la segnalazione, ha attivato il Cras di Polesella.

“E’ una convenzione in essere, che esiste da parecchi anni - spiega il presidente della Provincia Marco Trombini - spesso accade che vengano recuperati animali feriti, soprattutto rapaci, e da sempre vengono portati al Cras a spese della Provincia. Purtroppo - conclude Trombini - con la riorganizzazione delle province, anche i fondi accantonati per questo si sono ridotti notevolmente e si fa sempre più fatica a far fronte a tutte le richieste”.

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