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Nasceremo tutti quanti rodigini

Tagliati i centri con meno di 500 bebè l’anno: chiudono Trecenta e Adria. Compostella: “La città etrusca poteva essere salvata”.

Nasceremo tutti quanti rodigini

Ultimo mese, o forse ancor meno, di attività del punto nascite nell’ospedale Santa Maria Regina degli Angeli di Adria: arrivato l’avviso di sfratto per cicogne. E lo stesso dicasi per il punto nascite dell’ospedale di Trecenta.

Dunque, già entro quest’estate, i bambini polesani nasceranno tutti, obbligatoriamente, a Rovigo. A meno che non vengano alla luce in casa. E allora, come recita una maglia - satirica - che già circola nella città etrusca, i “nati ad Adria” sono ormai davvero una “specie quasi estinta”.

“La direttiva governativa è cogente e non lascia margini per tergiversare - spiega Antonio Fernando Compostella, direttore generale dell’Ulss 5 Polesana - adesso aspettiamo il provvedimento della Regione che indica i passaggi tecnico logistici”.

“A quanto mi risulta - spiega Compostella - ha prevalso la logica della distanza: Adria dista una ventina di chilometri da Rovigo, temo non sia stata prestata la dovuta attenzione al resto del territorio che comprende tutta l’area del Delta. Adria ha chiuso il 2017 con 420 parti, pertanto aveva tutte le carte in regola per essere salvaguardata, così pure per la qualità del servizio e l’alta professionalità del personale”.

E il sindaco Omar Barbierato rilancia: "La strada sarà inevitabilmente quella della protesta, che dovrà essere forte e compatta”. Intanto, domani (mercoledì) ci sarà un incontro informale tra i sindaci del Basso Polesine. 

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