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“I pullman deturpano il santuario”

Il parroco don Emanuele: “Doveva essere una soluzione temporanea. Registriamo numerosi furti dalle cassette delle offerte, e c’è pure chi entra in chiesa per ricaricare il cellulare”.

“I pullman deturpano il santuario”

Oltre quindici anni di convivenza forzata con la stazione delle corriere “hanno deturpato l’ambiente antistante il nostro santuario. Così non si può più andare avanti: serve una soluzione, e in fretta”.

Ad alzare la voce contro la situazione in cui versa piazzale Fratelli Cervi è don Emanuele Sieve, parroco della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e Sant’Ilario, la grande chiesa della Commenda che venne inaugurata nel 1957 dall’allora cardinale Roncalli, patriarca di Venezia poi diventato Papa Giovanni XXIII.

Un degrado, quello del piazzale, che non è soltanto dato dall’aver ridotto lo spazio antistante la chiesa ad un terminal degli autobus, o dall’asfalto e dai porfidi ridotti a un colabrodo. “La presenza, constante lungo quasi tutto l’anno, di centinaia e centinaia di persone, soprattutto studenti, ci ha portato vari problemi, compresi danni alla nostra chiesa”, confida il parroco.

“Parlo di piccoli furti - continua - con le cassettine per le offerte e le candele scassinate per portare vie poche monete, ma anche di chi, aspettando il pullman, decide di entrare in chiesa e cercare prese di corrente dietro gli altari, per ricaricare il cellulare. E poi c’è il discorso legato alla sporcizia: cartacce, bottiglie, lattine e quant’altro che vengono gettate a terra sul sagrato o sotto il portico”,

Insomma, don Sieve non ha dubbi: “Auspichiamo che si trovi una soluzione per ridare dignità alla piazza e al santuario”.

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