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Mense, la rabbia dei genitori “E’ terrorismo psicologico”

Garbo: “Mai lasciato un bimbo senza pasto, ma chi è in rosso deve saldare”

Mense, la rabbia dei genitori “E’ terrorismo psicologico”

Mense scolastiche, la rabbia dell’Associazione genitori. La scelta del Comune di usare rigore con i genitori in ritardo con il pagamento della mensa dei figli all’asilo ha scatenato la reazione dell’Age.

Il presidente Gino Furini dice che “credo che questa giunta comunale si sia dimenticata che anche le famiglie povere hanno una dignità. A volte o non hanno i soldi per rinnovare i buoni mensa oppure, e questo accade spesso, non hanno i soldi per rinnovare i buoni causa la mancanza di lavoro. Dire che col conto in rosso il bimbo resta senza pasto credo sia un abuso di potere. Questo si chiama terrorismo psicologico, perché sanno benissimo questi politici, che non potrà mai capitare che un bambino venga lasciato senza pasto solo perché non ha il buono mensa in regola. Scatterebbero immediatamente delle sanzioni politiche nei confronti di sindaco o assessore”.

Furini poi chiede alla giunta che in caso di volontà di revisione del regolamento scolastico si possa consultare un esperto. E dice che in giunta ce n’è uno: Gianni Saccardin. L’Age infatti chiese, chiede al sindaco e all’assessore che se si intende intervenire sul regolamento delle mense scolastiche “occorre consultare un esperto. Se volete consultarlo, in quanto l’ha fatto per anni e in maniera egregia, si chiama Gianni Saccardin”.

L’allarme per le mense, quindi, si è presto diffuso fra genitori e famiglie. Ma Ora il comune di Rovigo corre ai ripari per fare chiarezza.

L’assessore al bilancio e all’istruzione Susanna Garbo precisa che “la mensa scolastica è un servizio che viene fornito agli utenti e che ha quindi un relativo costo. Sono previsti sgravi. Esistono tutte le condizioni affinché nessun utente rimanga sfornito del servizio”. E poi il punto controverso: “In caso di ritardo nei pagamenti nessun bambino è mai rimasto senza il pasto. L’amministrazione, tuttavia, considerato il trend negativo degli anni scorsi, chiede di saldare i conti entro un tempo ragionevole dalla scadenza dei termini”. Una spiegazione che, in sostanza, dice che chi non ha pagato deve pagare.

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