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Bancadria, la fusione può attendere

L’incorporazione della Bcc dei Colli Euganei ancora ferma dopo l’ispezione dello scorso giugno. Se ne parlerà a settembre.

Bancadria, la fusione può attendere

Ancora nessuna lettera di autorizzazione da parte della Banca d’Italia per la fusione tra Bancadria e Banca dei Colli Euganei. L’ispezione di Bankitalia che aveva bloccato la conclusione dell’iter lo scorso giugno ha fatto slittare ogni decisione. E adesso è chiaro che si andrà a settembre, con le ferie d’agosto nel mezzo. Il consiglio di amministrazione di Bancadria è molto fiducioso sull’assenso romano, atteso entro il 15 settembre. Solo dopo partiranno le convocazioni per l’assemblea straordinaria che, in entrambe le bcc, dovrà sancire la fusione per incorporazione. A quel punto il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da undici consiglieri, otto espressione di Bancadria, tre di Banca dei Colli Euganei.

E a proposito di consiglieri, le scorse settimane si è dimesso Riccardo Crestani dal cda di Bancadria. Dottore commercialista e consulente di direzione è professore a contratto di Finanza Aziendale alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Padova, e insegna al Cur. Al suo posto non è stato designato alcun successore, anche perché in vista della fusione, le cariche dovrebbero diminuire, passando da 13 a 8 consiglieri per Bancadria. Nella malaugurata ipotesi, invece, che la fusione non dovesse andare in porto, verrà surrogato e il nuovo consigliere sarà ratificato alla prima assemblea dei soci.

Intanto Cassa Centrale Banca ha incassato il via libera della Banca d’Italia per diventare capogruppo per il credito cooperativo. Si tratta del gruppo al quale fanno parte entrambe le due bcc in odore di fusione, e pure RovigoBanca. “E’ con grande orgoglio e un po’ di emozione – avevano annunciato il presidente Giorgio Fracalossi e del direttore Mario Sartori – che vi informiamo che la Banca d’Italia, sentita la Bce, ci ha autorizzato a procedere con la costituzione del gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale Banca”.

Il presidente e il direttore della Cassa Centrale “hanno immediatamente comunicato l’annuncio ai presidenti e ai direttori delle banche di credito cooperativo, casse rurali e Raiffeisen e a tutte le società del gruppo”. “E’ un passaggio storico per il nostro mondo – avevano concluso – un sincero ringraziamento va a tutti i collaboratori del gruppo Cassa Centrale Banca”. Con l’1 gennaio 2019 le bcc che hanno aderito passeranno sotto il controllo di questo nuovo gruppo, che insieme a Iccrea si è “spartito” gli istituti di credito cooperativo italiani.

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