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Sinistra Po, quattro comuni pronti alla fusione

Occhiobello, Stienta, Canaro e Gaiba stanno lavorando per arrivare a formare un unico grande municipio.

Sinistra Po, quattro comuni pronti alla fusione

Un nome non ce l’ha ancora. Ma in riva al Po potrebbe nascere un nuovo, grande, comune. Occhiobello, Stienta, Canaro e Gaiba (in rigoroso ordine di popolazione) studiano una maxifusione. Fantascienza? Non troppo.

Nicola Garbellini, sindaco di Canaro, ha dato l’annuncio ufficiale via Facebook. “Stiamo considerando la possibilità di una fusione con i comuni di Occhiobello, Stienta e Gaiba - ha scritto - e da settembre, se vi sarà condivisione da parte di tutti, si partirà per un lungo percorso che dovrà coinvolgere l’intera comunità, per creare qualcosa di utile per tutti i cittadini”.

Una fuga in avanti, quella di Garbellini, che forse ha reso pubblico un’idea che per il momento era ancora soltanto sul tavolo dei sindaci interessati. Ma i suoi tre colleghi coinvolti nella fusione non nicchiano affatto. Anzi: “Non nascondo che ci eravamo trovati per discuterne, anche se ad un livello ancora molto conoscitivo - racconta il sindaco di Occhiobello Daniele Chiarioni - sicuramente è un’ipotesi che verrà presa in considerazione”.

Totalmente favorevole il sindaco di Gaiba Roberto Berveglieri. “Non solo siamo totalmente favorevoli: nel mio consiglio comunale è a favore sia la maggioranza che l’opposizione”, svela.

E aggiunge: “Su questo punto sarà incentrato il programma elettorale delle elezioni del prossimo anno. Anzi, io sarei addirittura per presentare una lista unica, tanto il sindaco durerà fino alla fusione e poi dovrà dimettersi per l’elezione del sindaco del nuovo, grande, comune risultante dalla fusione. Se, come auspico, andasse in porto, si tratterebbe del terzo comune della provincia, e potrebbe diventare il secondo in pochissimi anni”.

Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta, procede invece con i piedi di piombo, ma si dice ottimista: “Il fatto che siano della partita Gaiba, Stienta, Occhiobello e Canaro è garanzia del fatto che alla base vi sia una logica votata al bene del nostro territorio, alla ricerca del miglioramento dei servizi, del lavoro e della vita in generale oltre che votata al rispetto di tutte le comunità”. E allora, il processo di fusione ora può iniziare.

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