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La storia

Notte nell'epicentro del terremoto

Ivan Munerato, da Polesella, era in Indonesia al momento del sisma dei giorni scorsi

Una notte sulla collina con l’incubo dello tsunami, e dopo decine di scosse di terremoto che avevano ridotto in macerie il paradiso delle vacanze. Ci sono anche dei polesani coinvolti nel terribile terremoto che lo scorso 5 agosto ha devastato l’Indonesia.

Sull’isola di Lombok, epicentro del sisma, c’era Ivan Munerato, originario di Polesella, ma emigrato in Australia nel 2012 dove lavora come chef in un ristorante di Port Douglas, nel Queensland. “Io e la mia ragazza Valentina - racconta Ivan, che a Polesella ha ancora molti amici - siamo arrivati sull’isola di Lombok il 5 agosto per una vacanza tutta relax in una struttura sulla spiaggia. Il 29 luglio c’era stata una prima scossa, ma abbiano deciso di partire comunque, pensando che non ci fossero pericoli”.

E così dopo il volo da Perth in Indonesia e il trasferimento via battello ecco l’arrivo a Lombok, di fronte a Bali: “Abbiamo depositato le valigie al bungalow, poi siamo andati in spiaggia per un aperitivo”. Ma è all’ora di cena che è scoppiato l’inferno. “Ero seduto a tavola - racconta Ivan - Valentina era in bagno. All’improvviso abbiamo sentito un rombo, una scossa violenta, durata parecchi secondi. Sembrava un’esplosione, i tavoli sono volati via subito e la luce è saltata. Poi urla, paura, il panico. Io e Valentina ci siamo chiamati a gran voce, ci siamo ritrovati, assieme ad altre coppie di italiani e ad altri turisti abbiamo realizzato c’era stato un violento terremoto. Si sentivano rumori di crolli. Si è poi diffuso il timore di uno tsunami, e infatti l’allerta è durata per diverse ore. Allora abbiamo deciso di raccogliere poche cose e scappare su una collinetta lì vicino, per andare il più in alto possibile”. Ivan e Valentina, originaria di Napoli, sono poi tornati al bungalow per recuperare uno zainetto: “Alcune strutture erano crollate, la piena di crepe, con la porta d’ingresso piegata su stessa. Poi la corsa sulla collina, dove abbiamo trascorso la notte nel terrore, fra 150 scosse di assestamento e la paura dello tsunami. Che per fortuna non è arrivato”.

Il giorno dopo Ivan e Valentina hanno raggiunto il centro di accoglienza, “era un viavai di ambulanze, barelle, feriti. Macerie ovunque, e solo con la luce del giorno abbiamo misurato la portata del disastro, perché di notte, completamente al buio, non si riusciva a focalizzare l’accaduto. Fortunatamente eravamo riusciti a tranquillizzare i nostri familiari in Italia. Poi abbiamo deciso di sospendere la vacanza e tornare in Australia. Troppo forte lo choc, e ci pareva inopportuno rimanere da turisti”. Nei giorni seguenti altre scosse hanno colpito l’Indonesia facendo salire a diverse centinaia le vittime del terremoto, migliaia i feriti.
Ivan Munerato ha 36 anni, vive e lavora in Australia da sei anni, “abbiamo deciso, io e Valentina, di trasferirci nel Queensland dopo diverse occupazioni in ristoranti e hotel in Sardegna, Taormina, Capri”.

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