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Fusione, Corazzari si fida dei sindaci

“Sono certo che Stienta, Occhiobello, Canaro e Gaiba stiano ragionando con grande serietà”.

Fusione, Corazzari si fida dei sindaci

Non è stato certamente un caso che, tra i primi provvedimenti come sindaco di Stienta, l’oggi assessore regionale Cristiano Corazzari - all’epoca primo cittadino del comune rivierasco - avesse iniziato con una unione dei servizi insieme al vicino comune di Occhiobello. Sono passati alcuni anni, le cose sono cambiate un po’ ovunque e dalle unioni di servizi, oggi si è passati a parlare direttamente di fusione dei comuni. L’assessore regione ritorna sul tema, all’indomani dalle dichiarazioni del “suo” sindaco Enrico Ferrarese, di Daniele Chiarioni primo cittadino di Occhiobello, e di altri due colleghi: Nicola Garbellini di Canaro e Roberto Berveglieri di Gaiba. Un poker di sindaci che sta valutando l’idea di realizzare un unico comune, forse il secondo della provincia di Rovigo appena una spanna sopra Adria.

“Sicuramente è una sfida interessante, che però deve vedere protagonisti prima di tutto i cittadini - la premessa di Corazzari, esattamente sulla stessa lunghezza d’onda di Ferrarese - ci sono state altre esperienze negative in Polesine, con tentativi di fusione bocciati dalla cittadinanza. Una ipotesi di questo tipo, al di là dei vantaggi finanziari, dovrà necessariamente partire dal basso, ed essere condivisa dalla cittadinanza”.

“Sono sicuro che le amministrazioni che stanno parlando di questo importante tema abbiano ben presente questo fattore - ribadisce l’assessore regionale - soprattutto in una fusione così ampia. Stiamo parlando di comuni diversi con dimensioni diverse, ha un senso dal punto di vista storico e territoriale come area rivierasca. Ma bisogna coinvolgere la gente”.

La proposta di Corazzari è quella di un referendum prima che inizi il percorso. “Una sorta di primarie - spiega l’ex sindaco di Stienta - come quando si deve scegliere un candidato sindaco. Anche perché spesso quando si arriva in fondo a questi percorsi, tutto viene distrutto da un comitato contrario o dalla paura dei cittadini. Un referendum preliminare darebbe più forza per proseguire, in caso di esito positivo, in modo più spedito con l’iter”.

“Servirà una campagna informativa molto forte - aggiunge - ho troppe fusioni naufragare perché gli amministratori non hanno saputo coinvolgere cittadini e associazioni, il tessuto sociale che alla fine ha l’ultima parola. E’ questo il lavoro che serve, preliminarmente, per evitare brutte sorprese poi. E il referendum prelminare sarebbe un bell’esercizio di democrazia”.

Corazzari ricorda i contributi regionali per gli studi di fattibilità, utili per poter informare meglio la cittadinanza sui vantaggi di una eventuale fusione. Ma precisa, in conclusione, di nutrire” la massima fiducia nei sindaci che stanno parlando di fusione”. “Sono e sarò assolutamente rispettoso delle scelte che faranno - chiosa - so che stanno ragionando tutti con grande serietà e, di cesto, non voglio intromettermi istituzionalmente”.

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