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Consorzio di sviluppo

Consvipo, fumata grigia in vista

Probabili molte defezioni. Niente cda ed anche l’approvazione del bilancio è a rischio

Consvipo, fumata grigia in vista

Oggi è il giorno, l’ennesimo, del Consvipo. Ma è probabile che sarà una ulteriore fumata grigia, ma di un grigio scuro, con tonalità sempre più vicine alla fumata nera-

L’assemblea di oggi arriva a poche settimane dalla prima convocata dal presidente reggente Francesco Siviero. Allora i sindaci-soci non conclusero quasi nulla, non riuscendo a formare un nuovo cda, né a votare tabelle dei contributi e bilanci. Per oggi l’ordine del giorno è identico, anzi all’ultimo punto è addirittura previsto l’avvio delle procedure di chiusura nel caso lo stallo non si sbloccasse. Ma è proprio questo il punto: la sensazione è che lo stallo sia rimasto tale, anzi che si sia avviluppato in proposte, teorie, fronde e scontri più o meno sotterranei fra chi vorrebbe una strada, chi un’altra e chi, semplicemente non ne vuole più sapere.

Di sicuro non ci sarà alcun cda, nessun presidente, quindi, in grado di raccogliere il testimone di Angelo Zanellato, dimessosi qualche settimana fa. Alcuni sindaci ci hanno provato ad imbastire una linea per formare una governance, ma si sono bloccati di fronte alla crudezza dei numeri: non esiste una maggioranza per fare nulla. E infatti alla sede del Consvipo non è giunta alcuna proposta, alcuna candidatura per un nuovo consiglio di amministrazione.

Siviero, sindaco di Taglio di Po, presidente dell’assemblea Consvipo, prova a fare appello “al senso di responsabilità. I sindaci dovrebbero partecipare all’assemblea per esprimere la propria opinione. Un voto in un senso o nell’altro. Occorre stabilire cosa fare di questo ente, vogliamo rilanciarlo? Chiuderlo? Per questo occorre decidere”. E tuttavia la sensazione è che l’appello possa finire nel vuoto. Anche perché si segnalano manovre che nei giorni scorsi hanno provato a far prendere una direzione al Consorzio, manovre che però non tengono conto di numeri che non ci sono. Il presidente della Provincia, Marco Trombini, pur partecipando come sindaco di Ceneselli, non rappresenterà palazzo Celio, socio di maggioranza, ma da tempo in conflitto con il Consvipo, e impegnato in un arbitrato per decidere le procedure di uscita. Il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin ha fatto sapere che non parteciperà. In questo modo raggiungere una maggioranza, anche solo per aprire l’assemblea (occorre il 33% delle quote), appare un’impresa. Figurarsi approvare bilanci e piani finanziari.

L’obiettivo minimo di Siviero è riuscire ad aprire l’assemblea, qualcuno dice che si punta anche ad approvare le tabelle dei contributi dei soci, anche se poi si innescherebbe la difficile partita di come fare a recuperare contributi che molti Comuni non hanno intenzione di versare. Insomma un guazzabuglio, un senso unico in cui di rischia solo di andare a sbattere contro un muro. Il disinteresse generale è ormai una costante che dura da mesi. Oggi non ci sarà un nuovo cda, resta da capire per quanto tempo ci sarà ancora un consorzio. E soprattutto a cosa giova tirare avanti con lo stillicidio di date, rinvii, proposte che non sono mai andate oltre una generica teoria. E allora? Meglio chiudere o prolungare questa agonia? Saranno i sindaci a dover decidere, ben sapendo che costringere i vari Comuni, e quindi i cittadini, a pagare per questo andazzo sarà sempre più complicato.

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