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Debiti, 17mila euro a famiglia

In Veneto solo i bellunesi hanno chiesto meno prestiti alle banche dei residenti in provincia di Rovigo

Debiti, 17mila euro a famiglia

Ogni famiglia polesana si porta un fardello medio di 17.762 euro. E’ l’ammontare dei debiti che i nuclei familiari tra Adige e Po hanno con le banche. Emerge da uno studio della Cgia di Mestre che ha calcolato gli impieghi delle famiglie italiane con il sistema bancario. Debiti, e quindi prestiti contratti per vari motivi, per finanziare acquisti, lavori nelle abitazioni, spese di vario tipo, e per acquistare abitazioni.

Ogni famiglia italiana ha un ammontare di debiti, in media, di 20.549 euro con gli istituti di credito. In questa particolare graduatoria Rovigo si piazza in 58esima posizione. Le altre province venete, invece, a parte Belluno, hanno un monte debitorio più consistente, segnale questo che dimostra anche la propensione al risparmio, o alla riduzione degli investimenti, delle famiglie polesane.

Ogni nucleo tra Adige e Po, quindi ha debiti per 17.762 euro, il dato si riferisce al 2017 e registra un incremento dello 0,9%. In tutto i debiti accumulati dalle famiglie polesane con le banche ammontano a 1.819 milioni di euro, nel 2016 erano 1.803 milioni.

Su scala regionale le famiglie più indebitate sono quelle di Padova con 24.340 euro. A seguire Treviso con 22.984 euro, quindi Verona con 22.136 euro. Poi vengono i nuclei di Vicenza con 21.991 euro e Venezia (21.825 euro). Meno indebitati dei polesani i bellunesi con 16.806 euro a famiglia. A livello nazionale le più indebitate sono le famiglie di Milano con 29.595 euro, davanti a Monza (29.078) e Lodi (27.631 euro). Meno debiti invece ad Enna (9.169 euro), dopo Vibo Valentia (9.411 euro). I polesani, quindi, si riscoprono poco azzardati nel chiedere prestiti alle banche, sia per una propensione al risparmio, sia per il timore di non riuscire a far fronte alle rate di restituzione.

La Cgia di Mestre sottolinea che “le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 20.549 euro. Nell’insieme, i passivi accumulati con le banche e gli istituti finanziari ammontano a quasi 534 miliardi di euro”. E ancora: “Dal 2014 l’andamento è in costante crescita; in questi ultimi 3 anni il debito è aumentato di 40,6 miliardi di euro (+8,2 per cento) e in gran parte è riconducibile al fatto che gli istituti di credito sono tornati a prestare i soldi alle famiglie italiane. Tra la fine del 2016 e la fine del 2017, ad esempio, gli impieghi bancari alle famiglie consumatrici per l’acquisto delle abitazioni sono aumentati dell’1,9 per cento, mentre i dati del credito al consumo, includendo anche le finanziarie, indicano un +8,3 per cento”.

La Cgia nota come Il ruolo economico delle famiglie italiane è importantissimo: il 60 per cento circa del Pil nazionale è riconducibile ai consumi dei nuclei familiari. “E l’eventuale aumento dell’Iva potrebbe compromettere ulteriormente la tenuta economica di queste ultime, soprattutto di quelle ubicate nelle realtà più in difficoltà del Paese”.

Negli ultimi posti della graduatoria nazionale, invece, riscontriamo le famiglie residenti nel profondo Sud, come quelle di Reggio Calabria, con un debito di 10.301 euro, quelle di Vibo Valentia, con 9.411. Le famiglie meno indebitate d’Italia, infine, sono ubicate a Enna, con un “rosso” che si è attestato a 9.169 euro.

Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane, tiene a precisare l’Ufficio studi della Cgia “si intende quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, prestiti personali, prestiti contro la cessione dello stipendio, aperture di credito in conto corrente”.

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