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BANDO PERIFERIE

“Zaia fa una difesa d’ufficio”

Il vicesindaco Bimbatti spera nella Camera per sbloccare i fondi per il Maddalena. Raule (Lega): “Il quartiere nel degrado”. Businaro (Pd): “Colpa del ricorso della Regione Veneto”

“Zaia fa una difesa d’ufficio”

“Quella del governatore Zaia è una difesa d’ufficio. E’ ovvio che noi speriamo fino alla fine che il milleproroghe non passi così come è stato votato al Senato. In ogni caso si tratterebbe di aspettare fino al 2020”. Mastica amaro il vicesindaco Andrea Bimbatti, che martedì scorso è andato a Venezia insieme agli altri sindaci dei comuni capoluogo del Veneto per protestare sull’effetto del blocco del bando periferie e spera ancora nel passaggio del decreto Milleproroghe alla Camera. Ma le speranze sono ridotte al lumicino.

Il governatore Luca Zaia, d’altro canto, a margine della protesta, ha spiegato che: “C’è una sentenza della corte costituzionale che ha sancito che ci sono problemi di copertura finanziaria per l’operazione. Il Governo ha fatto due cose. Ha rinviato al 2020 il finanziamento, non l’ha cancellato. E poi ha liberato l’avanzo di amministrazione per quasi ottomila Comuni italiani”.

Ma la difesa di Zaia non convince Palazzo Nodari, che da due anni lavora al bando periferie. Persino il commissario comunale della Lega Nord di Rovigo Stefano Raule non nasconde il suo rammarico: “L’importante è che i soldi arrivino e non scompaiano. A me dispiace veramente che venga posticipato tutto al 2020 era una risorsa importante per la città di Rovigo e non solo qui si parla di tutto il territorio italiano, per Rovigo era assolutamente necessario, visto il degrado della zona della Commenda. Non conosco i meccanismi che regolano queste situazioni ma certo vorrei assolutamente che i lavori partissero il più presto possibile”.

All’attacco Giorgia Businaro, consigliere del Pd, che ricorda come la sentenza della Corte Costituzionale non è altro che il risultato di un ricorso della Regione Veneto. “E’ proprio da qui che parte tutto. Per questo Zaia deve difendersi. Hanno fatto una gran confusione. Praticamente la Regione Veneto ha sottolineato come il governo non potesse erogare ai Comuni senza prima trattare con le Regioni. La corte costituzionale ha dato ragione al Veneto. Ora l’emendamento approvato al senato anche dai nostri del Pd, ma per dovere istituzionale, prevede una sorta di sanatoria. Ovvero consente di trattare con le Regioni posticipatamente e nel frattempo blocca tutto per due anni”.

Ma Businaro è particolarmente preoccupata per l progetto sull’ex Maddalena. “I primi 25 progetti andreanno avanti, intanto, gli altri sono bloccati per due anni. Rovigo ha cambiato il progetto più volte. Era di 18 milioni di euro, con 4,5 milioni di finanziamento dei privati. Ora è diventato di 13,5 milioni di euro, con 2,6 milioni destinati all’acquisto dell’edificio. Il progetto non prevede più i lavori su Casa Serna, due piani del Maddalena rimarranno tali e quali. Non c’è la destinazione d’uso dell’edificio. In aula ci hanno detto che andranno uffici, ma non è chiara la funzionalità della struttura una volta ristrutturata. Temiamo che qualcosa nella procedura non funzioni, ma ci hanno risposto che la presidenza del consiglio ‘a parole’ ha rassicurato. Di fatto tutto il cronoprogramma slitterà. E ripeto, tutto parte dal ricorso della Regione Veneto”.

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