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“I vaccini? Dieci sono pure pochi”

Il dottore Michele Franchi difende l’obbligo di sottoporre i bambini alla punturina: “Necessario escludere da scuola chi non è in regola: mette a rischio la vita del compagni”.

“I vaccini? Dieci sono pure pochi”

Con la fine dell’estate e l’arrivo settembre si avvicina l’inizio del nuovo anno scolastico e ricominciano le polemiche - anche nelle scuole polesane - sulla gestione dei bambini che non hanno provveduto alle vaccinazioni obbligatorie e, a ruota, le infinite discussioni sulla questione che molte famiglie si pongono sull’opportunità di vaccinare i propri figli.

Il dottor Michele Franchi, polesano e medico specialista in igiene e medicina preventiva all’Ulss di Ferrara, si schiera assolutamente dalla parte dei vaccini. “Parlando di scuola dell’infanzia l'obbligo è necessario: al giorno d’oggi non è possibile pensare che una bambino non protetto possa trasmettere una malattia infettiva con complicanze anche letali ai compagni immunocompromessi o troppo piccoli per aver completato il ciclo vaccinale. La scelta di arrivare all’obbligo nasce purtroppo dal calo evidente delle coperture negli ultimi anni: la ‘libertà di scelta’ è una libertà che va meritata”.

“Le dieci vaccinazioni obbligatorie sono solo alcune di quella previste dal calendario vaccinale, ce ne sono altre molto importanti come ad esempio le antimeningiti che nemmeno sono comprese tra quelle richieste per l’iscrizione. Direi quindi che dieci sono anche poche. Il calendario vaccinale italiano è inoltre sovrapponibile a quello degli altri paesi occidentali, con la differenza che altre nazioni la cui popolazione crede meno alle sciocchezze che circolano sul web non hanno la necessità di ricorrere a misure coercitive”.

Gli eventi avversi gravi legati alle vaccinazioni sono estremamente rari, spesso associati a reazioni allergiche che si manifestano pochissimo tempo dopo l’inoculo. Se confrontati con le complicanze e le morti delle malattie infettive per le quali si vaccina si tratta di numeri assolutamente trascurabili. Sono invece bufale senza alcun nesso scientifico quelle che cercano di collegare i disturbi dello spettro autistico alle vaccinazioni”, conclude il giovane medico polesano.

L'intervista completa sulla Voce in edicola martedì 21 agosto.

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