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IL CASO

Legionella, tubature sotto accusa

Il dg Compostella: “Sostituiti i filtri dell’acqua. Dove possiamo rinnoviamo anche l’impiantistica”

Legionella, tubature sotto accusa

 “La prima cosa che abbiamo fatto è cambiare i filtri assoluti dell’acqua e dei condizionatori nel reparto di oncologia, ancora prima di attendere le analisi per capire dove a signora abbia contratto la legionella”. Il direttore generale Antonio Compostella si sente di rassicurare tutta la “popolazione” di pazienti e familiari che frequentano per necessità le corsie e i bagni dell’ospedale: “Il tema prevenzione dalla legionellosi è routinaria per il nostro ospedale, con test dell’acqua e cambiamento dei filtri assoluti in tutti i reparti e in tutti i punti dell’azienda”.

Dopo che a una donna di 61 anni di Rovigo che da alcuni giorni era ricoverata in oncologia, è stato riscontrato il batterio, si è corsi subito ai ripari, anche se - a detta dell’Ulss 5 - non è ancora chiaro dove la donna abbia contratto la patologia.

In realtà il problema delle tubature dell’ospedale e del loro deterioramento, specie nella parte più vecchia della struttura, era emerso anche nel 2014, quando nel reparto di oncologia, a maggio, era entrato un malato terminale di tumore, un 75enne e non ne era uscito vivo a giugno, a causa del batterio della legionella.

“E’ fondamentale ribadire che la prevenzione da legionella in Ulss 5 si fa normalmente e periodicamente. Ogni 4 o 6 mesi vengono programmati test per verificare se nell’acqua e nell’aria si riscontrano microroganismi patogeni - ha precisato ancora Compostella - Se succede un caso, come il contagio della signora, accanto alla normale attività si avviano protocolli di bonifica. Dunque non c’è allarme per i nostri pazienti e familiari nemmeno in oncologia. L’acqua è utilizzabile”.

Inoltre, aggiunge il dg dell’azienda sanitaria polesana “man mano che andiamo avanti con i lavori di ristrutturazione dei reparti, viene sostituita tutta l’impiantistica. Ovviamente non possiamo farlo su tutto l’ospedale, perché dovremmo bloccare strutture intere, ma lo stiamo facendo a tappe”.

Il problema degli impianti oramai da “pensionamento” della parte non ristrutturata dell’ospedale era già emerso nel 2014, quando a Rovigo morì un uomo di 75 anni, che era stato ricoverato in oncologia e poi dimesso, aveva contratto la legionella. L’uomo era tornato in ospedale con gravi problemi respiratori e purtroppo non era riuscito a superare la crisi ed era morto pochi giorni dopo.

Le notizie sulle condizioni della 61enne contagiata nei giorni scorsi sono al momento rassicuranti.

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