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Adria

Lo stand ricompatta il centrodestra

Presente lo staff maggiore regionale e provinciale, stretta di mano di Barbierato. Boron attacca: “Nessun ospedale sarà chiuso, mentre il privato è di supporto al pubblico”.

L’orgoglio leghista archivia definitivamente la sconfitta di giugno, ad Adria, si ricompatta per avviare una nuova stagione politica, sia pure dai banchi dell’opposizione, indipendentemente da quel che sarà il partito a livello nazionale a seguito delle sentenze giudiziarie di Genova. Tutto lo staff maggiore provinciale e regionale fa quadrato attorno al gruppo dirigente della città etrusca come si è visto ieri sera alla Festa della Lega.

“Siamo qui - tuona Gianantonio Da Re, leader veneto - per mostrare che siamo una grande famiglia, unita e combattiva. Attendiamo di capire che cosa succederà con le sentenze, se ci sarà o meno un nuovo soggetto, ma noi ci siamo e continueremo la nostra battaglia nel farci portavoce dei problemi concreti della gente”.

Tra gli altri big arrivati in piazza Cavour: l’assessore regionale Cristiano Corazzari, il consigliere regionale Fabrizio Boron presidente della quinta commissione sulla sanità, la deputata Antonietta Giacometti, il commissario polesano Fausto Dorio insieme a Pako Massaro segretario della circoscrizione Delta. Ma lo stand della Lega ha compiuto due miracoli: ha rimesso insieme i cocci del Carroccio dopo le faide di primavera, così si sono rivisti l’ex presidente del consiglio comunale Davide Fusaro e l’ex assessore Giuseppe Marzolla, in odore di espulsione. Così pure si è rivista insieme gran parte della coalizione di centrodestra dopo la serata fatale dei “suicidi” del 21 febbraio scorso: da Massimo Barbujani e Federico Simoni ad Arianna Corroopoli coordinatrice di Forza Italia, da Patrizia Osti a Fabiano Paio che avevano voltato le spalle alla Bobosindaco per correre con gli azzurri, quindi l’ex assessore Giorgia Furlanetto, sia pure rimasta ai margini.

E’ arrivato anche il sindaco Omar Barbierato, ha stretto alcune mani, poi si è congedato. A lui, in primis, è indirizzato il messaggio forte di Boron sulle questioni calde della sanità: “Nessun ospedale veneto sarà chiuso, Adria è in Veneto, quindi resterà aperto. Così pure - ha aggiunto - voglio rassicurare sul fatto che Rovigo sarà hub e Adria spoke alla faccia di quanti creano infondati allarmismi”. Poi è arrivata la stoccata finale: “A chi ci accusa di privilegiare il privato, rispondiamo che il Veneto è la regione che meno si affida al privato, in ogni caso la programmazione regionale vede tali strutture di supporto dove il servizio pubblico non è sufficiente, prevalentemente in ambito ambulatoriale e di piccoli interventi”.

Alle 8 della sera la festa entra nel vivo: allo stand la fila si allunga, i tavoli sono quasi tutti al completo, piazza Cavour è ormai invasa dai profumi del pesce fritto, della carne ai ferri, delle verdure grigliate, ma le più gettonate sono le patatine fritte mentre la birra va a fiumi. Osserva soddisfatto Paolo Baruffaldi, capogruppo a Palazzo Tassoni: “Questa è sola la prima festa, per dire che ci siamo e il prossimo anno saremo anche più grandi”. Gastronomicamente, ma soprattutto politicamente.

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