you reporter

IL LUTTO

“Andrea mi ha insegnato tutto la gentilezza e a non mollare”

L’amore del fratello Luca: “Generoso mi ha regalato il mio primo motorino ed era pieno di passioni, le moto, la caccia, lo sport e anche il lavoro”. Domani alle 16 i funerali nella chiesa di San Francesco

“Andrea mi ha insegnato tutto la gentilezza e a non mollare”

Ci sono persone che emanano raffinatezza - d’animo soprattutto - e competenza. Andrea Previati, che a soli 62 anni ha lasciato la sua famiglia, e tutta Rovigo, era una di quelle.

Ieri allo stadio Battaglini, che lui ha conosciuto bene essendosi impegnato come giocatore e come dirigente della Rugby Rovigo Delta, si è osservato un commosso minuto di silenzio prima dell’inizio della partita contro il Lazio. Come si fa con i grandi, con le persone che lasciano il segno. Per questo domani, la chiesetta di San Francesco farà fatica a contenere tutte le persone che vorranno salutarlo per l’ultima volta. I funerali sono fissati per le 16.

E’ pieno di gratitudine e amore per il fratello Luca Previati, avvocato, che “ad Andrea deve tutto”. “Era tanto generoso - ricorda il legale sette anni più giovane del professionista - Siamo cresciuti senza papà, che è venuto a mancare a 44 anni, mia mamma ne aveva 37. E Andrea per me ha comprato il primo motorino, per insegnarmi. Per me lui è stato guida, semaforo e autostrada. Aveva una passione per i motori e da teenager ha allestito nel garage una piccola rimessa. Era pieno di passioni che sviluppava con intelligenza”.

Anche il lavoro era la sua passione. Il professionista, ex presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e revisori dei conti del Polesine, ha infatti lavorato fino a quando le forze glielo hanno permesso. “Ultimamente non so come mi sono illuso che potesse farcela - racconta ancora il fratello - Luminari cominciavano a dire che c’era poco da fare ma io avevo provato a mia volta a sentire dei professionisti e qualcuno mi ha detto che se c’era stato un certo miglioramento poteva esserci una speranza. Quando gliel’ho detto, l’altra sera, a lui è scesa una lacrima”.

Di Antonio, “Ent”, il figlio 18enne che è venuto a mancare in un tragico incidente in moto nel 2016, “non parlavamo. Lui lavorava, anche tra giugno e luglio, periodo cruciale di bilanci, aveva l’ipad, il telefono e il computer di Antonio. Ci siamo sempre concentrati sul lavoro. Me lo ha insegnato lui a non mollare mai. E a essere gentile. Mai entrare senza permesso nelle stanze dei cancellieri”.

Il pensiero ora va alla moglie, Paola, alla figlia Chiara, alla mamma, Fiorella, 89enne. “E’ stata la mamma a capire che qualcosa era successo - racconta ancora Luca - quando gliel’ho detto era sotto choc. Allora sono venuti i nipoti, Chiara e i miei figli”. Tocca a loro essere forti, stringersi. Come tutta Rovigo si stringe davanti a una perdita così forte.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali : meraviglie del delta
Speciali: energia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl