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Il personaggio

Sedute spiritiche made in Polesine

La storia dell’uomo interpellato da persone che vorrebbero la sua ‘intercessione’ con l’aldilà

Sedute spiritiche made in Polesine

Se pensate che malocchio, riti voodoo o filtri d’amore siano cose superate o comunque destinate a gente low profile vi sbagliate di grosso.


Anche il Polesine è interessato a questi fenomeni paranormali e in maniera anche piuttosto importante. Per capirne di più, siamo riusciti a fare alcune domande a Paolo, il nome è ovviamente di fantasia, un polesano che da sempre si occupa di questi fenomeni e viene spesso interpellato da persone che vorrebbero la sua ‘intercessione’ con l’aldilà.
“Nella lunga lista d’attesa per avere un incontro con me, ci sono anche parecchi polesani e tra loro anche parecchi professionisti - racconta il medium - Mi chiedono le cose più disparate che vanno dalle semplici domande sul loro futuro amoroso, alla mia intercessione con parenti defunti o addirittura con spiriti che possano aiutarli nelle loro attività lavorative”.
Il nostro scetticismo, mette subito in allarme Paolo che cerca subito di calmierare le domande. “Nessuno è obbligato a credermi, io so quello che posso fare e dove posso arrivare, del resto non mi importa nulla”.


Dopo averlo tranquillizzato sulle nostre intenzioni, gli chiediamo subito come ha iniziato e come si è accorto dei suoi ‘poteri’. “Ho capito che potevo parlare con chi non c’è più, dopo un tragico evento che mi ha colpito durante la mia infanzia. Ho perso il padre ma una notte ho percepito la sua presenza e da allora non mi ha più lasciato, anzi mi ha dato la possibilità di restare in contatto con l’aldilà”.

La maggior parte dei suoi clienti sono donne, alcune anche facoltose, ma anche giovani e uomini di una certa età che lui incontra solitamente nella sua abitazione e molti di questi sono proprio polesani. Funziona così: il medium riceve i clienti (lui si arrabbia appena pronunciamo questa parola, definendoli ‘persone che aiuto’) singolarmente o anche in gruppi di massimo sei persone e dopo averli messi a loro agio inizia la seduta. “Inizio evocando con frasi in latino qualche spirito presente in zona e dopo alcuni minuti entro in trance. Spesso mi limito a sentirne la presenza ma a volte ho addirittura delle brevi apparizioni, e a quel punto chiedo agli spiriti presenti quello che i miei amici vogliono sapere”.

A questo punto abbiamo alzato la posta e gli abbiamo chiesto se pratica anche qualche seduta spiritica e in cosa consistono. “Io le chiamo ‘evocazioni’. Di solito i partecipanti si siedono intorno ad un tavolo sopra il quale si trova la mia tavoletta OuiJa dove sono raffigurate tutte le lettere dell'alfabeto e alcune possibili brevi risposte come ‘Si, No, Mai’. Ognuno dei presenti mette un dito su di un bicchierino capovolto, formando la catena energetica che permette la comunicazione con lo spirito evocato, il quale farà scorrere il bicchierino sul tabellone, lettera dopo lettera, formando risposte spesso di senso compiuto e a volte fornendo addirittura dettagli che nessuno tra i partecipanti conosce”.
A questo punto Paolo dice chiaramente che senza di lui sarebbe pericoloso aprire questa porta sull’Aldilà. “Ci sono persone che lo fanno in totale autonomia, senza rendersi conto che le risposte date dalla persona chiamata sono semplicemente frutto della loro immaginazione o, come capita spesso, sono risposte che gli spiriti danno in maniera sbagliata per confondere o mettere in difficoltà i partecipanti”.

Al termine della nostra conversazione, abbiamo chiesto a Paolo di raccontarci alcuni episodi particolari che gli sono successi: “Qualche anno fa si è presentato da me un noto commercialista e mi ha chiesto di parlare con il padre, scomparso diversi anni prima. Il padre, tramite la mia intercessione, ha fatto ritrovare al figlio alcuni documenti e un orologio, che lui non sapeva nemmeno di possedere. Da allora viene a trovarmi quasi ogni mese e il rapporto che si è creato tra noi va aldilà della semplice conoscenza. Siamo diventati molto amici e di me ha fiducia cieca, tanto che mi chiede consiglia anche per quanto riguarda il suo lavoro”. Ovviamente quando gli abbiamo chiesto quanto può costare un suo intervento Paolo, leggermente scocciato, ci saluta e ci invita ad uscire perché a breve sarebbe arrivato un suo cliente… pardon… un suo assistito.

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