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L’occupazione riprende fiato

Nel resto del Veneto fanno meglio solo Venezia e Verona. Segno negativo per Padova, Treviso e Vicenza

L’occupazione riprende fiato

L’occupazione in Polesine riprende fiato. Senza grandi slanci in avanti ma con segnali che sono comunque positivi. Il salto tra nuove assunzioni e cessazioni, in provincia di Rovigo parla di 800 posti di lavoro in più rispetto trimestre precedente. Emerge dall’Osservatorio veneto sul lavoro che monitora l’andamento occupazionale in tutta la regione.

Rispetto alle altre province venete Rovigo è senza infamia e senza lode. Performance peggiori registrano Belluno ma anche Treviso, Padova e Vicenza. Brilla invece Venezia con oltre 20mila posti di lavoro in più.

E quindi bilancio occupazionale positivo a Venezia (+24.400), Verona (+9.400) e, più modestamente, a Rovigo (+800) e Belluno (+400), Segno meno invece a Padova (-1.200), Vicenza (-1.100) e Treviso (-200). In tutti i casi si tratta tuttavia di risultati inferiori rispetto a quelli registrati nel secondo trimestre del 2017. Ecco allora che gli 800 posti di lavoro in più devono andare letti in controluce, bene, ma meno bene rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Le secche della crisi economica, in sostanza, sono quasi del tutto superate, ma gli strascichi no, anzi la condizione appare quasi strutturale.

Secondo l’Osservatorio veneto le dinamiche settoriali si riflettono anche sulle qualifiche: a crescere, a livello regionale, sono soprattutto le professioni qualificate dei servizi (+22.100) e quelle non qualificate (+12.900), mentre il calo delle professioni intellettuali (-14.500) è collegato alla contrazione del personale docente.

Allargando il panorama a livello nazionale, il Veneto si conferma una delle regioni con i più bassi livelli di disoccupazione d’Italia e una tasso di occupazione costante, attorno al 67 %. È quanto emerge dai dati Istat e Veneto Lavoro relativi al secondo trimestre dell’anno. Il tasso di occupazione regionale ha raggiunto il 67,2% , il livello più alto mai registrato in regione dall’inizio delle rilevazioni, a fronte di una media nazionale del 59,1%. Il tasso di disoccupazione è tornato a scendere sotto il 6%, attestandosi sugli stessi livelli del 2017 (5,9%), ben al di sotto della media italiana. Meglio del Veneto fa solo il Trentino Alto Adige, con le province autonome di Trento e Bolzano.

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