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Palazzo Celio

Un Ferrarese per la Provincia

Sul suo nome potrebbe convergere anche il centrosinistra. Ma in corsa ci sono anche Laruccia e Dall’Ara

Un Ferrarese per la Provincia

Un Ferrarese alla guida della Provincia di Rovigo. Non si tratta di alcuna invasione di campo, nè della revisione dei confini geografici. Ma di un semplice gioco di parole. Per la carica di presidente della Provincia, che sarà deciso alle elezioni del 31 ottobre, in pole position c’è proprio Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta.

Per la presentazione delle candidature ci sono ancora più di due settimane di tempo (devono essere depositate tra il 10 e 11 ottobre), ma per ora chi sembra avere più chances di raccogliere il testimone da Marco Trombini è proprio Enrico Ferrarese.

Il primo cittadino di Stienta, originario di Canaro, potrebbe raccogliere il via libera da parte di tutte le amministrazioni di centrodestra, e pure molti amministratori di centrosinistra non faticherebbero troppo a puntare su un nome, che pur non facendo parte di alcun partito, è comunque considerato di area centrodestra.

A contendergli la candidatura, però, c’è un altro esponente del centrodestra polesano: Antonio Laruccia, primo cittadino di Trecenta. In più occasioni ha fatto sapere che sarebbe pronto a scendere in pista per palazzo Celio. Il suo nome però sembra essere più divisivo rispetto quello di Ferrarese, dato che anche nell’area “moderata” non tutti sembrano disposti a far convergere le preferenze sul suo nome.

Ci sono poi anche altri sindaci che non fanno mistero di fare un pensierino al principale scranno di palazzo Celio, ad esempio Ivan Dall’Ara di Ceregnano. Non del tutto escluse anche le possibilità di Luca Prando di Lusia e di Gino Alessio, di Villadose, anche se lui stesso in più occasioni ha negato di essere disponibile per il dopo Trombini.

Per ora si tratta di ipotesi, che dovranno essere messe alla prova, nei prossimi giorni, nel confronto fra le amministrazioni, anche sulla base di un eventuale programma e e lista di supporto.

In casa centrosinistra, invece, praticamente nessuno dei sindaci con la possibilità di candidarsi, è disponibile ad una corsa che sarebbe persa in partenza. Le proporzioni numeriche fra centrodestra e centrosinistra, infatti, sono nettamente dalla parte del primo schieramento, per questo nessun amministratore del Pd, al momento, è disponibile a correre nella quasi certezza di essere impallinato. A questo punto per i dem polesani l’unico obiettivo raggiungibile è quello di puntare su il candidato più “digeribile” dal loro punto di vista. Ed ecco allora che il nome di Ferrarese è quello che suscita meno perplessità. Sarebbe, tra le altre cose, in grado di far convogliare su una stessa scheda anche le preferenze del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, Ferrarese è molto vicino alla Lega, e quelle del cosiddetto gruppo dei 35 sindaci, con i quali Ferrarese non ha mai votato, ma che risulterebbe non sgradito a questo raggruppamento.

Insomma Ferrarese potrebbe mettere tutti d’accordo, fino al punto di arrivare al giorno delle votazioni con un’unica candidatura per la presidenza. Per questo però è ancora prematuro parlare, ci sono ancora due settimane di trattative e mediazioni. E le sorprese sono sempre dietro l’angolo, anche perché, la norma della politica dice che quando un nome viene speso con troppo anticipo, e con un’apparente condivisione, ecco la bruciatura sembra bella che confezionata.

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