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Provinciali, il centrodestra si spacca

Scontro Dorio-Gibin, Ivano: “Io posso dire quello che voglio”. Ora pure il Pd prova a giocare le sue carte

Provinciali, il centrodestra si spacca

Dopo una discesa spesso c’è una salita. E così la corsa di Ivan Dall’Ara verso la presidenza della Provincia si scopre improvvisamente in salita. Un Stelvio da scalare che si manifesta a circa 48 ore dall’annuncio della discesa in campo, che con il sostegno dei vertici di Lega e Forza Italia, sembrava aver disegnato in anticipo il risultato delle elezioni provinciali del 31 ottobre.

Invece una campagna elettorale che avrebbe potuto essere in solitaria improvvisamente si riapre. E le certezze di Dall’Ara e del centrodestra vacillano. E a minarle è proprio il centrodestra perché tra venerdì sera e ieri nell’area centrodestra, qualcuno ha cominciato a lavorare ad una seconda candidatura, in contrapposizione a Dall’Ara. E ieri in molti giuravano che a rivaleggiare con il sindaco di Ceregnano sarà Roberto Pizzoli di Porto Tolle.

Il centrodestra quindi è sull’orlo di una spaccatura e i big di Forza Italia e Lega ora sono impegnati più che mai a ricomporre la frattura ed evitare la presentazione di una seconda lista.

A far crescere il disappunto sulla scelta di Dall’Ara non è stata tanto la decisione n se stessa, il nome del primo cittadino di Ceregnano circolava da settimane, quanto la modalità della scelta finale e dell’immediato annuncio con la conferenza stampa di giovedì scorso. Da ieri hanno cominciato a circolare voci di una possibile fronda all’interno dell’area di centrodestra per contrastare la pista Dall’Ara, uno schieramento che vedrebbe all’opera gli scontenti della Lega, che puntavano ad avere un loro esponente in corsa per palazzo Celio, e di altre aree vicine a Fi e Lega ma non ascrivibili a nessuno dei due partiti. Certo raccogliere le firme necessarie per presentare una lista non sarà facile, il termine scade mercoledì prossimo, ma la possibilità di un duello interno accenderebbe animi e voglia di primeggiare e quindi darebbe maggiore slancio alla corsa alle firme (ne servono oltre 90).

Ma la polemica si è infiammata nel pomeriggio con una lettera inviata da Fausto Dorio, commissario provinciale della Lega, ai sindaci polesani. Una lettera in cui Dorio dice ai sindaci di aver ricevuto notizie sul fatto che Ivano Gibin, amministratore delegato di Ecoambiente, starebbe trattando per con i sindaci, per le elezioni provinciali, asserendo di agire in nome della Lega. Dorio, così i sindaci a non dar credito, sostenendo che “Gibin non fa parte della Lega e non può usare il nome del partito in nessun contatto con i Comuni”.

Una diffida che ha subito raccolto la replica di Ivano Gibin: “Non conosco Dorio, ma mi fa sorridere quello che dice. Non si può permettere di dire quello che posso o non posso fare. Io non parlo a nome della Lega ma a titolo personale e se si sta valutando di proporre un’altra candidatura per le elezioni provinciali, non vedo come lui possa intervenire. Le sue allusioni gettano discredito sulla mia immagine, potrei anche decidere di tutelarmi nelle sedi opportune. Certo mi ha fatto una grande pubblicità, ma non può permettersi di dire cose non vere”.

La possibilità di una seconda candidatura, con tanto di frattura nel centrodestra, è in grado di rianimare anche il centrosinistra, che ora valuta la possibilità di schierare un suo candidato. Col centrodestra diviso non partirebbe più sconfitto come in caso di Lega e Fi in granitica falange. Nella direzione del Pd di venerdì sera, infatti, è stato deciso di cercare di costruire una possibile candidatura che unisca centrosinistra e movimenti civici. Il Pd, in quest’ottica, potrebbe puntare su pochi nomi, in quando molti sindaci dem sono in scadenza e non sono candidabili. In pista potrebbero così scendere Francesco Siviero, di Taglio d Po o Claudio Gabrielli, di Villamarzana. Meno chances per Vinicio Piasentini e Nicola Garbellini. Fra le opzioni però c’è anche quella di costruire uno schieramento a sostegno della candidatura di Omar Barbierato, primo cittadino di Adria. Si deciderà in queste ore.

Tra le altre cose alla direzione del Pd è anche stata esclusa la possibilità di fare corsa a sostegno di Dall’Ara, in quanto il lancio della sua candidatura non è stato ben visto da chi aveva ipotizzato la soluzione di un percorso unitario. E così nel giro di poche ore la corsa di Dall’Ara, da semplice formalità si è fatta tremendamente in salita, come un ciclista che dopo la discesa dal passo Sella deve affrontare le ripide rampe del passo Pordoi. Il nome nuovo potrebbe essere quello di Pizzoli, che solo pochi mesi fa ha vinto la corsa elettorale per diventare sindaco di Porto Tolle. In ogni caso il centrodestra polesano si conferma una polveriera che lascerà strascichi.

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