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Il caso

“Italia crudele, scappo in Ucraina”

Ex imprenditore da 40 giorni dorme in stazione e mangia alla mensa dei poveri: “Vado via, qui con la sola pensione di invalidità non si vive”.

“Italia crudele, scappo in Ucraina”

Da imprenditore a senza tetto, che da quaranta giorni tira a campare, potendo contare soltanto su una pensione di invalidità, dormendo in stazione e andando a mangiare alla mensa dei poveri. Fino alla decisione: “Lascio l’Italia e vado in Ucraina. Almeno là con la mia pensione vivo”.

E’ la storia di Giorgio, 59 anni, “di cui 36 passati lavorando”. Poi, la crisi, problemi di salute e dissapori familiari lo hanno lasciato senza più niente. Fino a ridurlo a dormire in stazione.

La vita lavorativa di Giorgio inizia come operaio metalmeccanico. Poi - come racconta lui stesso - “da dipende diventa titolare d’azienda”, aprendo un’agenzia di vendita. “E’ stata la mia ultima attività - dice - poi sono iniziati i guai”. Problemi di gestione, poi un infarto. “I miei genitori - racconta ancora - mi aiutavano economicamente, ma in casa subivo continue umiliazioni per il mio stato. Riuscii ad avere una pensione di invalidità, ma non mi basta per vivere. I miei genitori mi hanno mandato fuori di casa”.

In questo periodo, Giorgio ha dovuto subire un’operazione al cuore. “Stanco di questa situazione umiliante, decisi di trasferirmi in Ucraina, con la mia compagna. Là ho finalmente conosciuto una vita serena, condivisa con una persona che mi considera e valorizza per quello che sono”, aggiunge.

Poi, però, Giorgio ha dovuto tornare in Italia. E qui ha avuto nuovi problemi di salute. “Non potendo più entrare nella casa dei miei genitori, mi sono rivolto di nuovo ai servizi sociali. Nei colloqui con loro però mi sono sentito umiliato, mi hanno detto che non avevano un letto da darmi e di ripassare dopo una settimana. Insomma, mi hanno lasciato sotto le stelle - racconta ancora il 59enne - così, da 40 giorni vivo in stazione e mangio alla mensa dei poveri".

"Ma ora basta, lascio l’Italia e torno in Ucraina. Là, con la mia compagna mi sono creato una nuova vita, con tutti i suoi valori. L’Italia - conclude Giorgio - è bella per i turisti, ma se hai bisogno di aiuto, le persone ti schiacciano. E allora, non ho rancori nè remore nel dire addio a questo Paese. Vado a vivere in Ucraina”.

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