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Elezioni provinciali

Pizzoli si ferma, Dall’Ara in discesa

Il centrodestra ritrova compattezza. Il centrosinistra non ha ancora sciolto le riserve

Pizzoli si ferma, Dall’Ara in discesa

Stop e retromarcia, Pizzoli non sarà candidato alle elezioni per il presidente della Provincia. Non c’è, quindi, la seconda candidatura di area centrodestra per le provinciali del 31 ottobre. All’ultimo giorno Roberto Pizzoli ferma la sua corsa, lasciando, di fatto, strada libera a Ivan Dall’Ara, sostenuto da Forza Italia e Lega, che ora conta su un centrodestra tornato compatto. Pizzoli aveva raccolto le prime firme a sostegno di una sua discesa in campo, a partire da sabato scorso, quando settori del centrodestra, soprattutto sponda Lega, non avevano digerito le modalità della presentazione di Ivan Dall’Ara, sindaco di Ceregnano. E così si stava prospettando un duello a destra con Pizzoli che dichiarava di essere il portavoce del delta e di essere l’espressione di scelte fatte a livello territoriale. Centrodestra in fibrillazione, con i vertici di Lega e Forza Italia a bollare come traditori gli amministratori pronti a votare per Pizzoli. E con i sospetti sempre più forti di una fronda tutta nel Carroccio. Ma all’ultimo i venti di rottura sono rientrati, probabilmente per merito di accordi stipulati nell’arco di una notte.

Alla riunione dei vertici del Carroccio di lunedì scorso, infatti, i big del partito hanno assicurato di essere tutti uniti nel sostegno di Dall’Ara. Il segnale che la rivolta poteva rientrare, il messaggio era stato lanciato. Anche se c’è chi sostiene che il dietrofront sia stato causato dalla difficoltà nel raccogliere le firme a sostegno di Pizzoli.

Niente affatto - puntualizza il sindaco di Porto Tolle - le firme c’erano, eccome. Ma ci siamo incontrati io e Dall’Ara ed abbiamo convenuto sulla necessità di non dividere il territorio. La mia candidatura stava nascendo in risposta al non ascolto di una parte del territorio polesano. Invece ora c’è stato il chiarimento ed anche il delta è stato ascoltato. Senza contare che abbiamo definito importanti convergenze programmatiche in vista del rinnovo del consiglio provinciale di gennaio”. Secondo Pizzoli le firme raccolte provenivano da gran parte del delta, ma anche da amministratori di Badia, Stienta, Giacciano ed altri Comuni.

Fra i principali sponsor della corsa di Pizzoli c’era Ivano Gibin, amministratore delegato di Ecoambiente: “Va bene così, siamo soddisfatti delle firme raccolte e delle scelte fatte”. Probabile che nello stop alla candidatura d Pizzoli abbiano avuto il loro peso anche le segreterie politiche di Lega e Fi, determinate a stoppare ogni tentativo di fronda interna. E non è escluso, che al di là della raccolta delle firme, abbiano inciso anche accordi e intese future su azione della Provincia e sull’assetto del consiglio di palazzo Celio, al rinnovo in gennaio.

Strada sgombra per Dall’Ara, quindi, la cui marcia verso la presidenza di Palazzo Celio torna in discesa, forte dei numeri di un centrodestra dominante in Polesine. Attenzione però che i franchi tiratori possono fare il loro gioco soprattutto nel segreto dell’urna.

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