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Il caso

“I nostri piccoli imprenditori messi in ginocchio”

Il presidente della Cna: “Mancano gli ammortizzatori sociali, e in tanti non reggono. Crisi grave, e non è finita: provvedimenti come il blocco delle auto non aiutano”.

“I nostri piccoli imprenditori messi in ginocchio”

“In questi anni, purtroppo, ne abbiamo viste di tutti i tipi. Imprenditori che hanno perso la casa, altri che non hanno retto e hanno deciso di farla finita. La chiamano crisi, ma è una tragedia. E temo proprio che non sia ancora finita”.

Il presidente della Cna David Gazzieri non cerca di edulcorare la pillola: la storia di Giorgio che a 59 anni, dopo aver dovuto fare i conti con la sua agenzia di vendita, da quaranta giorni dorme alla stazione dei treni e mangia alla mensa dei poveri, è quella di tanti piccoli imprenditori che hanno perso tutto.

“La situazione economica, in questi anni, è stata davvero grave. E lo è ancora: al di là delle statistiche - evidenzia Gazzieri - non siamo fuori dalla crisi. E di storie come quella di Giorgio, purtroppo, in questi anni ne abbiamo sentite tante”.

C’è - racconta ancora lo stesso presidente della Cna - chi pur di cercare di tenere aperto l’azienda e cercare il momento per risollevarsi ha “bruciato” i risparmi di tutta una vita, e chi a 50 anni e più ha alzato bandiera bianca e si è poi trovato nell’impossibilità di entrare in un mercato del lavoro che a quell’età di te non sa più che farsene.

C’è chi ha dovuto rinunciare alla propria casa, bussare alle porte di parenti e amici, o dei Servizi sociali, e chi, purtroppo, non ha retto e ha scelto la più tragica tra le vie d’uscita. “Un fenomeno devastante. E talmente evidente che noi, come associazione, assieme all’Ulss e con il sostegno della Regione abbiamo aperto un numero verde a cui ci si può rivolgere nei momenti di crisi e difficoltà, per avere, se non altro, un conforto psicologico, una voce amica”, ricorda Gazzieri.

“La verità - continua - è che in Italia non ci sono gli ammortizzatori sociali per gli imprenditori che chiudono. Il lavoratore autonomo che si trova senza più la sua attività non può contare su mobilità o cassa integrazione, deve arrangiarsi da solo. Un sistema che ti stritola, così come molte altre norme: penso al blocco del traffico che mette molti nostri artigiani, che magari fanno servizio a domicilio, come idraulici o caldaisti, nelle impossibilità di continuare il proprio lavoro, se non sono in grado di cambiare il furgone aziendale. Così si rovinano aziende, persone e famiglie”. Proprio come è successo a Giorgio.

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