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A processo

Le squillo aprono il cappotto per corrompere gli agenti

Due donne brasiliane rinviate a giudizio

Le squillo aprono il cappotto per corrompere gli agenti

A quel punto le due squillo brasiliane hanno aperto il cappotto per mostrare tutta la loro spregiudicata disponibilità, offrendo ai poliziotti qualche ora di sesso per non dover mostrare le proprie generalità. Ma gli uomini della questura non sono caduti nella trappola delle due avvenenti sudamericane e le hanno denunciate per istigazione alla corruzione.

E ieri le due donne, una di 36 anni ed una di 47 sono state rinviate a giudizio per induzione alla corruzione e ora dovranno difendersi nel processo che sarà celebrato al tribunale di Rovigo.

I fatti risalgono al febbraio del 2017, durante la sera di quel giorno una pattuglia della polizia durante un giro di controllo fermano due donne, entrambe brasiliane, nelle vicinanze del bar Bistrò di via Piva. I poliziotti chiedono alle donne le proprie generalità. Le sudamericane però sono di tutt’altro avviso e provano a convincere gli agenti a lasciarle andare. I poliziotti però non cedono e a questo punto le brasiliane provano l’arma della seduzione, o meglio della corruzione a colpi di vendita del proprio corpo.

Una delle due esperte squillo allora decide di passare alla maniere plateali, esplicite e apre il cappotto per mostrare le proprie parti intime. E accompagna il gesto invitando gli agenti ad appartarsi con loro per non essere portate in questura per l’identificazione. I poliziotti non cedono alla corruzione e denunciano le due prostitute ora finite a processo.

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