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Palazzo Tassoni

L’opposizione sale sull’Aventino

Il presidente Bisco sotto accusa per aver escluso dall’incontro sulla sanità le liste non elette

L’opposizione sale sull’Aventino

Scontro istituzionale senza precedenti a palazzo Tassoni: per la prima volta alcune forze politiche non si sentono rappresentate e tutelate dal ruolo del presidente consiglio e ritirano la loro partecipazione alla riunione dei capigruppo. Ecco la lettera arrivata giovedì mattina sul tavolo del presidente Francesco Bisco e su quella del sindaco Omar Barbierato: “Visto il perdurare di comportamenti contraddittori atti a sconfessare decisioni collegialmente concordate e già comunicate, i sottoscritti capigruppo Massimo Barbujani della lista civica BoboSindaco, Paolo Baruffaldi di Lega-Liga Veneta, Lamberto Cavallari per Cavallari2.0 e Sandro Gino Spinello del Partito democratico, dichiarano la volontà di interrompere, a partire dalla data odierna, la presenza agli incontri della conferenza dei capigruppo. Tale presa di posizione sarà mantenuta fino a quando non saranno ripristinate le normali condizioni di agibilità politica e istituzionale”. Seguono le firme dei quattro capigruppo di minoranza: manca quella di Giorgia Furlanetto di Fratelli d’Italia.

La clamorosa spaccatura, anche se era nell’aria da tempo, è maturata lunedì notte al termine del consiglio comunale, quando la capigruppo si è riunita per mettere a punto l’ordine del giorno in vista del riunione di lunedì prossimo sul tema unico della sanità. In quella sede si era concordato, e il presidente Francesco Bisco doveva esserne garante, che dovevano essere invitate solo le rappresentanze istituzionali, ovvero Compostella (direttore dell’Ulss 5) e Vitale (presidente della conferenza dei sindaci). Esponenti della maggioranza e lo stesso sindaco avevano insistito per la presenza del comitato cittadino.

A quel punto dalla minoranza è arrivata la richiesta che potessero partecipare altre forze politiche come Forza Italia e M5s non rappresentante in consiglio, ma radicate nel territorio e con forti rappresentanze istituzionali a livello provinciale, regionale e di governo. Ma dalla maggioranza è arrivata una chiusura netta. Così ci si è dati la buonanotte (si fa per dire) con l’impegno che sarebbero stati invitati solo i due rappresentanti istituzionali. La mattina dopo, martedì 9, il presidente formalizza la convocazione del consiglio aprendo le porte a Compostella, Vitale e comitato cittadino.

Questo secondo voltafaccia di Bisco arriva a meno di un mese da quello precedente quando il presidente aveva assicurato le minoranze di convocare il consiglio comunale per parlare sul caso della vigilessa, Casa di riposo, Coimpo e sanità poi nel giro di 48 ore si è rimangiato tutto costringendo la minoranza a formalizzare la richiesta di convocazione con il quinto dei consiglieri. Scintille tra presidente e consiglieri di minoranza si erano registrate anche in passato, restano indimenticabili gli scontri verbali tra Tescaroli e Santarato o Barbierato con Fusaro quando il presidente era troppo zelante con la maggioranza. Una dura contestazione a Santarato era avvenuta nell’ottobre 2014 da parte di Stoppa, quest’ultimo sostenuto da Lucchiari della Bobosindaco, ma i verbali furono a favore del presidente. Una situazione di rottura come adesso non si era mai vista.

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