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Fusione, ora i tempi stringono

Da Roma gli aiuti per i comuni che percorreranno questa strada sembra finiranno presto

Fusione, ora i tempi stringono

Da un’opportunità a un obbligo. Da una scelta condivisa con il sostegno di fondi statali e regionali a una mera imposizione, senza alcun aiuto dall’alto. E’ così che sta cambiando la strada che porta alla fusione tra i comuni, come emerge dagli ultimi incontri regionali durante i quali è stato sottolineato come da Roma, presto, non ci saranno più sostegni a questo tipo di istituzione, la fusione appunto, ma verrà realizzata a tavolino. Di tempo ce n’è ancora, e le misure, almeno per i prossimi 12 mesi, sono ancora fruibili da quei comuni che decideranno di intraprendere la via della fusione. Come Cavarzere e Cona, dove il confronto sulla fusione è più vivo sulle colonne dei quotidiani, o sulle pagine dei social network, rispetto al luogo deputato a parlarne: il consiglio comunale.

Ma a Cavarzere si preferisce voltarsi dall’altra parte - riflette il consigliere comunale di minoranza Pier Luigi Parisotto - o meglio, il sindaco Henri Tommasi e la sua giunta di sinistra, supportati dai consiglieri di maggioranza, non ne vogliono sapere di portare l’argomento in discussione a Palazzo Barbiani. E questo nonostante da mesi ormai sia le associazioni di categoria che i sindacati, ma soprattutto diversi altri comuni in tutto il Veneto, davanti a questa occasione si sono rimboccati le maniche cercando di farla diventare realtà”.

E’ recente la fusione tra Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Saletto e Santa Margherita d’Adige, diventati Borgo Veneto, comune da 7mila abitanti. In fieri, invece, ben dieci altre fusioni tra 26 comuni in Veneto. Il 16 dicembre ci sarà il referndum in questi territori. “I comuni più svegli si stanno già organizzando, a Cavarzere invece, nonostante sia evidente giorno dopo giorno la difficoltà nel garantire servizi ai cittadini, non si fa niente - riprende Parisotto - il personale in comune è ai minimi storici, con uffici che rimangono persino chiusi, non si riesce a tagliare adeguatamente il verde pubblico, non c’è ombra di investimento in alcuna opera pubblica, dalle strade alle piazze, dal recupero del patrimonio edilizio comunale ai lavori di mantenimento dell’esistente”.

Questa amministrazione comunale vive alla giornata, guidata da un sindaco, Tommasi, che attende solo il 27 di ogni mese, e una giunta che non ha né arte né parte” aggiunge il consigliere di minoranza. “Ancora peggio per i partiti che sostengono questo sindaco, a cominciare dal Pd, guidato a Cavarzere dalla Sabrina Perazzolo, pure presidente del consiglio comunale, che dalla sua nomina a segretaria dem non ha fatto proprio o portato in discussione un tema che fosse uno” commenta. “Invito Perazzolo, ma pure Sinistra italiana, che in consiglio ha ben tre esponenti e la cui segreteria politica sembra voler discutere di fusione, oltre a Liberi e uguali, con la capogruppo Elisa Fabian che si è detta pronta a discuterne - conclude Parisotto - a portare la fusione in consiglio, e stendere un programma di lavoro preciso nei prossimi mesi, insieme al comune di Cona, prima delle prossime scadenze elettorali. Viceversa dovranno assumersi le proprie responsabilità quando a decidere non sarà più il consiglio comunale, e tutti i vantaggi della fusione svaniranno”.

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